Mosca, 12 febbraio 2017 - Ancora non è chiaro cosa abbia causato lo schianto dell'aereo caduto ieri in Russia, che ha provocato la morte di tutti e 71 i passeggeri a bordo. Il velivolo di linea, un'Antonov an-148 della Saratov Airlines, è precipitato nel distretto di Ramenski, 80 km a Sud-est di Mosca, 5 minuti dopo il decollo dall'aeroporto di Domodedovo. Le operazioni di ricerca vanno avanti nonostante la neve alta e il meteo avverso e hanno portato al ritrovamento di una scatola nera dell'aeromobile, quella con le registrazioni delle voci in cabina che potrebbe fare chiarezza sulle dinamiche dello schianto. A confermarlo è stata la portavoce del Comitato investigativo russo Svtelana Petrenko. La donna ha inoltre fatto sapere che al momento dell'impatto con il suolo l'aereo era intero. Non avrebbe quindi preso fuoco in volo come riportato da alcuni testimoni, bensì solo dopo lo schianto (VIDEO / I resti subito dopo l'impatto). Attorno alla carcassa del velivolo sono stati rinvenuti più di 200 resti di corpi umani.

LE POSSIBILI CAUSE - Il Comitato investigativo ha avviato un procedimento penale per "violazione delle norme per l'esercizio del trasporto aereo", per identificare possibili irregolarità nelle procedure di sicurezza. Tuttavia rimangono allo studio tutte le piste plausibili, comprese le condizioni climatiche e il fattore umano. Risulterebbe invece esclusa l'ipotesi terrorismo, visto che non sono state rinvenute tracce di esplosivo sul luogo dello schianto. Intanto Meduza fa sapere che, nonostante tutte le procedure standard fossero state effettuate dal personale di terra, il comandante dell'aereo ha rifiutato la procedura di 'de-iceing' (ovvero il trattamento dell'aereo con reagenti antigelo) prima del decollo, giudicando che le condizioni meteorologiche non erano tali da renderla necessaria.

Aereo precipitato in Russia (Ansa)

La testata, citando diversi esperti di aviazione, nota tuttavia che il velivolo in questione era dotato di un sistema autonomo di riscaldamento del corpo esterno dell'aereo e che il jet non sarebbe stato in grado di raggiungere la quota di 1800 metri di altezza in presenza di ghiaccio sulle ali. "A riguardo saranno fatte domande nell'ambito delle indagini e le risposte verranno valutate dalla Commissione speciale", ha dichiarato il ministro dei trasporti russo Maxim Sokolov alla stampa. Intanto, la Saratov Airlines ha sospeso temporaneamente tutti i suoi Antonov An-148 dal servizio.

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CHI ERANO I PASSEGGERI - Nell'elenco delle vittime, pubblicato dalle autorità russe, compaiono due stranieri, uno svizzero e un azero, e tre minori, il più giovane di cinque anni. Secondo un portavoce delle autorità locali citato da Interfax, il cittadino svizzero si stava dirigendo a Orsk per il lancio di una nuova unità di una raffineria locale. La maggior parte dei passeggeri di nazionalità russa proveniva dalla regione di Orenburg, dove si trova Orsk, il cui governatore ha indetto un giorno di lutto cittadino. Fatica a credere di essere ancora vivo Maxim Kolomeitsev, l'unico passeggero sopravvissuto, poichè non si era imbarcato dopo aver acquistato il biglietto.

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LE REAZIONI - A causa della tragedia, il leader del Cremlino Vladimir Putin ha cancellato l'incontro a Sochi con il presidente palestinese Abu Mazen, a riferirlo è il suo portavoce Dmitri Peskov. L'incontro avrà comunque luogo a Mosca, dando la possibilità al presidente di rimanere vicino al luogo del disastro. Anche il Comitato olimpico internazionale (Cio) ha voluto esprimere cordoglio per le vittime tramite l'istituzione di una zona speciale di lutto nel Villaggio olimpico a Pyongchang, dove sono in corso i Giochi invernali. "Esprimiamo le nostre condoglianze alle famiglie e agli amici delle persone rimaste uccise, in questa tragica catastrofe" si legge in un comunicato ufficiale.