Teheran, 14 gennaio 2020 - Immagini esclusive ottenute e verificate dal New York Times mostrano che ad abbattere il Boeing ucraino con 176 persone a bordo sono stati due missili sparati a una distanza di 23 secondi l'uno dall'altro. I missili, riporta il Nyt, sono stati lanciati da una base iraniana a circa 12 chilometri dall'aereo. Il nuovo video spiega anche perché il transponder del velivolo ha smesso di funzionare prima di essere colpito dal secondo missile.

Intanto in Iran non si placano le proteste per l'abbattimento del Boeing ucraino e le iniziali "bugie" delle autorità. La magistratura ha fatto sapere di aver compiuto i primi arresti - senza tuttavia rivelare numero né identità dei detenuti, se non dell'autore del video circolato sui social media in cui si vede un missile iraniano nel momento in cui colpisce il Boeing - e ha promesso "un'indagine a tutto campo". A evocarla è stato anche il presidente Hassan Rohani, chiedendo un "tribunale speciale" per "punire" tutti i responsabili e sottolineando che il colpevole non può essere solo il soldato che ha sparato.

Nel video l'aereo prende fuoco

Un nuovo vertice degli investigatori locali con quelli giunti da Ucraina e Canada si è svolto oggi sul disastro costato la vita alle 176 persone a bordo del volo PS752 della Ukrainian International Airlines, le cui scatole nere verranno inviate in Francia. Ma nel frattempo un'ulteriore svolta inattesa al caso viene impressa proprio dal nuovo video che il New York Times afferma di avere ottenuto - e di cui assicura di avere verificato l'autenticità - che mostra l'aereo venire colpito da due missili, a distanza di 23 secondi l'uno dall'altro. I missili, riporta il Nyt, sono stati lanciati da una base iraniana a circa 12 chilometri dall'aereo.

Successivamente il filmato, che sembra ripreso da una telecamera fissa, mostra l'aereo prendere fuoco quando è ancora in volo. per il quarto giorno di fila sono intanto tornati a manifestare gli studenti iraniani.

Babak Taghvaee, corrispondente di Bbc news, ha postato il video

 

Primi arresti per il Boeing abbattuto

Arrestate in Iran le prime persone in relazione all'abbattimento del Boeing a Teheran mercoledì scorso, costato la vita a 176 persone. L'annuncio è stato fatto dalla stessa magistratura iraniana in una conferenza stampa televisiva tenuta dal portavoce Gholamhossein Esmaili: "Sono state condotte indagini estese e alcune persone sono state arrestate nelle ultime 72 ore". Esmaili ha inoltre reso noto che Teheran ha inviato a Parigi le scatole nere del Boeing: "Inviate in Francia per essere decifrate".

In serata la Bbc in persiano, citando l'agenzia Tasnim, rende noto che è stato arrestato anche l'autore del video circolato sui social media in cui si vede un missile iraniano nel momento in cui colpisce il Boeing ucraino. Una fonte del quartier generale delle Guardie della rivoluzione ha detto all'agenzia che l'autore del video è stato arrestato nell'ambito delle indagini, che hanno già portato in carcere altre persone, secondo quanto annunciato oggi dalla magistratura.

Rohani: punire tutti i responsabili

Il presidente Hassan Rohani, in un discorso televisivo, ha ribadito l'intenzione di punire tutti i responsabili dell'abbattimento dell'aereo, assicurando la massima trasparenza sulle indagini in corso. Il presidente ha sottolineato che il tragico "errore" sarà oggetto di un'indagine approfondita. "E' stato un errore imperdonabile ... una sola persona non può essere l'unica responsabile dell'incidente aereo", ha continauto Rohani: "le forze armate iraniane che ammettono il loro errore è un buon primo passo .... Dovremmo assicurare la gente che non accadrà più". Infine ha riconosciuto che il suo governo è "responsabile nei confronti della nazione iraniana e di altre nazioni" che hanno contato vittime nell'incidente.

A questo proposito Rohani ha chiesto alla magistratura di formare un ''tribunale speciale'' che porti avanti l'indagine. ''La magistratura deve istituire un tribunale speciale con un giudice senior e decine di esperti. Questo dossier (sullo schianto dell'aereo ucraino, ndr) non riguarda un caso comune. Il mondo ci sta guardando'', ha dichiarato il presidente alla televisione di Stato.

Trudeau: Colpa anche degli Usa

Ma non c'è solo l'Iran sotto accusa, infatti, senza la recente escalation di tensione nella regione, alla quale Washington ha contribuito, le 176 persone del Boeing 737 dell'Ukraine International Airlines sarebbero ancora vive. E' il pensiero del premier canadese Justin Trudeau, espresso in un'intervista alla televisione Global News. 

"Credo che se non ci fossero state tensioni e la recente escalation nella regione, questi canadesi sarebbero a casa con le loro famiglie in questo momento", ha aggiunto il premier, riferendosi ai 57 canadesi morti nell'incidente. Inoltre Trudeau, come alleato di Washington, si sarebbe aspettato un avvertimento anticipato dell'attacco dei droni che ha portato all'eliminazione del generale Soleimani, visto il prevedibile un aggravarsi della tensione con Teheran.

Dopo 8 anni il sermone di Khamenei 

Per la prima volta dopo 8 anni, l'ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema iraniana, pronuncerà questa settimana il sermone durante la preghiera islamica del venerdì a Teheran, scriva la tv di stato. Storicamente l'ayatollah interviene solo in momenti ritenuti critici per la Repubblica islamica.

Le proteste interne continuano

L'abbattimento dell'aereo ucraino ha anche scatenato forti proteste in Iran, nei giorni seguiti all'ammissione di colpa di Teheran. Esmaili, il portavoce della magistratura, ha reso noto che sono almeno 30 le persone fermate a seguito delle manifestazioni "illegali" scoppiate da sabato, negando però che le forze dell'ordine abbiano aperto il fuoco sui manifestanti. Infine il portavoce ha reso noto che l'ambasciatore britannico a Teheran, fermato durante una protesta per il Boeing abbattuto: "è una 'Persona non grata'. Il popolo si aspetta che questa persona venga espulsa" dall'Iran. 

Le proteste antigovernative sono giunte al quarto giorno in Iran. Le manifestazioni erano iniziate sabato sera nella capitale Teheran durante una veglia per le vittime del disastro aereo, in maggioranza iraniane. Nuovi raduni di studenti si segnalano oggi nella capitale, anche se con una partecipazione ridotta rispetto ai giorni scorsi. 

Iraq, Muqtada al Sadr: In strada per cacciare gli americani

Il leader sciita Muqtada al Sadr, oggi leader del Movimento Sadrista, partito al quale appartengono 32 parlamentari dell'attuale legislatura, ha sollecitato gli iracheni ad uscire in strada per "una manifestazione di milioni di persone, pacifica e unitaria per condannare la presenza americana" nel Paese.Muqtada al Sadr, che per anni ha combattuto gli Stati Uniti con il suo Esercito del Mahdi, milizia da lui fondata nel giugno del 2003 per combattere le forze di occupazione in Iraq, ma che durante la querra all'Isis era diventato in un certo senso alleato di Washington, ha lanciato l'appello sui social, senza però indicare una data. "Il cielo, la terra e la sovranità dell'Iraq è violata dalle forze d'occupazione. Sollevatevi in una rivolta irachena non pro-orientale né pro-occidentale", ha detto al Sadr su Twitter, aggiungendo, rivolto ai suoi connazionali: "Sollevatevi soldati di Allah e della patria in una manifestazione in milioni, pacifica e unitaria per condannare la presenza americana e le sue violazioni. Siate decisi e non arrendetevi".