L’ultima vedova della Guerra di secessione (1861-1865!) è morta il 16 dicembre all’età di 101 anni, ma non ha mai voluto percepire la pensione di 73,13 dollari mensili che le sarebbe spettata per il semplice motivo che dal 1939 – anno della morte del marito – fino a tre anni fa nessuno conosceva la sua vera storia, che aveva celato a tutti per pudore. Helen Viola Jackson aveva 17 anni quando, nel 1936, aveva sposato James Bolin, un veterano che ne aveva 93. D’altronde la Guerra Civile era finita da 71 anni. In quel periodo della Grande Depressione, Bolin e la Jackson vivevano a Niangua, Missouri, un comune nella contea di Webster di 400 anime. Helen era una delle dieci ragazze del posto. Il babbo...

L’ultima vedova della Guerra di secessione (1861-1865!) è morta il 16 dicembre all’età di 101 anni, ma non ha mai voluto percepire la pensione di 73,13 dollari mensili che le sarebbe spettata per il semplice motivo che dal 1939 – anno della morte del marito – fino a tre anni fa nessuno conosceva la sua vera storia, che aveva celato a tutti per pudore.

Helen Viola Jackson aveva 17 anni quando, nel 1936, aveva sposato James Bolin, un veterano che ne aveva 93. D’altronde la Guerra Civile era finita da 71 anni. In quel periodo della Grande Depressione, Bolin e la Jackson vivevano a Niangua, Missouri, un comune nella contea di Webster di 400 anime. Helen era una delle dieci ragazze del posto. Il babbo conosceva Bolin, che aveva combattuto con le forze dell’Unione nella Quattordicesima Compagnia di Cavalleria Missouri. Sapendo che le condizioni del veterano erano sempre più difficili, il padre della ragazza gli offrì i servigi della figlia.

Lei faceva le pulizie, preparava il cibo, ascoltava paziente le storie che sette decenni prima avevano portato Unione e Confederazione a combattere per la differente situazione economica e sociale fra Nord e Sud. Tradotto: per la schiavitù. Bolin – che era da molto tempo vedovo – in cambio propose a quella ragazza di sposarlo per garantirle la pensione una volta morto.

Un ufficiale della Contea, in cambio del silenzio, celebrò la cerimonia, senza nessun parente, nel giardino di casa Bolin, che annotò nella sua copia della Bibbia l’avvenuto matrimonio. Un matrimonio senza intimità, e del quale neppure i familiari dei due erano a conoscenza, fra quell’uomo troppo vecchio e quella bambina.

"Non ho mai voluto rendere nota la cosa per non scalfire la reputazione del soldato e perché sul mio conto non venissero dette parole inadeguate", ha confessato Helen nel 2017 al pastore della comunità metodista che serviva a Elkland, poco lontana dalla natia Niangua: vedeva avvicinarsi la sua fine, aveva già 98 anni, e voleva preparare al meglio la sua cerimonia funebre.

Nicholas Inman, il pastore, conosceva la donna da tempo, ma neppure lui sapeva del matrimonio, durato tre anni, e della vedovanza negata. "Voleva esorcizzarla, guarire le ferite che la storia le aveva procurato. Un segreto che però la divorava dentro", ha detto Inman. "James è stato l’unico uomo della mia vita, anche se non abbiamo mai fatto l’amore e non abbiamo mai vissuto sotto lo stesso tetto perché ogni sera io tornavo da mio padre. Ma dopo di lui non ho voluto nessuno, non mi sono sposata e non ho mai pensato di avere dei figli per rispetto di quell’uomo tanto buono" raccontava Helen. Per questo motivo, per non deturpare quell’immacolata promessa di aiuto, alla morte di Bolin la Jackson non ha fatto domanda di pensione.

Tre anni fa la decisione di Helen di rendere pubblico il documento e la sua storia, che ha sollevato molte emozioni. Le è stato concesso un posto nella Missouri Walk of Fame di Marshfield, il capoluogo di contea dove si era trasferita, il proscenio che rende onore agli eroi statunitensi, accanto a quello del più illustre concittadino, l’astrofisico Edwin Hubble, colui che ha dato il nome al telescopio spaziale. In più le è stata aperta una pagina Facebook e portava la sua esperienza nelle scuole. Riceveva numerose lettere e ne era soddisfatta. Dal suo outing nella casa di riposo che la ospitava ha ricevuto numerose visite. Quella che l’ha commossa di più è stata dei parenti di Bolin che le hanno portato una foto incorniciata di James. Ha pianto dicendo: "Lui mi ha davvero amata".