Roma, 7 ottobre 2021 - Chi è Abdulrazak Gurnah il vincitore del premio Nobel per la letteratura 2021? Se lo stanno chiedendo in molti dopo l'annuncio a sorpresa dell'Accademia reale svedese che ha premiato Gurnah "per l'inflessibile e compassionevole comprensione degli effetti del colonialismo e della sorte dei rifugiati". Lo scrittore tanzaniano ha una storia molto particolare che ha sicuramente ispirato le pagine dei suoi libri e merita di essere raccontata.

L'ex rifugiato che racconta l'esilio

Nato nel 1948 e cresciuto sull'isola di Zanzibar Gurnah apparteneva al gruppo etnico vittima dell'oppressione sotto il regime del presidente Adeid Karume. Dopo aver terminato gli studi a soli 18 anni è stato costretto a lasciare la sua famiglia e fuggire dalla neonata Repubblica di Tanzania, dove sarebbe tornato solo quasi quarant'anni dopo. Nel 1984 infatti è potuto andare a Zanzibar per rivedere e salutare il padre poco prima della morte.

In Inghilterra Gurnah ha continuato gli studi e ha conseguito il dottorato di ricerca all'Università del Kent a Canterbury dove è stato nominato professore e direttore del dipartimento di inglese. Ha insegnato letteratura inglese e postcoloniale ai suoi allievi per anni, fino al suo recente ritiro dall'attività lavorativa.

I romanzi più famosi

Ispirato dalla poesia araba e persiana, in particolare le Mille e una notte, dalle sure del Corano, dall'immancabile Shakespeare e dallo scrittore trinadidiano V. S. Naipaul, Gurnah ha iniziato a scrivere a 21 anni in esilio e, anche se lo swahili era la sua prima lingua, l'inglese è diventata la sua lingua letteraria. Ha debuttato nel 1987 con 'Memory of Departure' ed è diventato uno dei più brillanti autori della letteratura africana post coloniale. I suoi romanzi più famosi sono 'Paradise', 'Desertion' e 'By the Sea'.