Il complesso 5Pointz con parte dei graffiti imbiancati (Afp)

New York, 14 febbraio 2018 - Senza nessun preavviso aveva cancellato con una passata di vernice bianca i graffiti degli artisti più celebrati della scena underground di New York 'ospitati' sulle facciate del complesso 5Pointz del Queens . Era il 2013. Ora un giudice federale lo ha condannato a risarcire i 21 autori sborsando la bellezza di 6,75 milioni di dollari. Clamorosa sentenza negli Usa: il proprietario dello stabile Jerry Wolkoff sarà infatti costretto a versare la stratosferica somma per aver violato i diritti degli artisti. 

I fatti risalgono a cinque anni fa. Secondo la ricostruzione della Cnn, il proprietario all'inizio si era dimostrato collaborativo e aveva concesso ai writers il permesso di dipingere i loro murales. Le loro opere avevano così trasformato il 5Pointz (il cui nome è un omaggio alle cinque circoscrizioni di New York) in un centro di grande fermento culturale, un luogo simbolico addirittura riportato sulle cartine e sulle guide turistiche, tanto da diventare location di film, show televisivi, sfilate, concerti e persino matrimoni. La presenza di questa  vasta collezione di opere d'arte a cielo aperto degli Stati Uniti sulle pareti del gigantesco magazzino di cinque piani aveva addirittura permesso la riqualificazione del quartiere, un tempo malfamato.

Come spiega il Washington Post, Wolkoff aveva dettato le poche regole al coordinatore del progetto Jonathan Cohen (conosciuto con il nome d'arte di Meres One) e agli altri artisti: niente religione, politica o sesso. Ben presto però fu chiaro che il proprietario aveva intenzione di demolire la costruzione per far posto a un condominio di lusso. A quel punto Cohen aveva messo su una campagna per salvare 5Pointz, prima cercando inutilmente di inserirlo nell'elenco dei monumenti della città, poi iniziando una raccolta fondi resa subito impossibile dato il valore dell'immobile che aveva superato i 200 milioni di dollari. Si era mobilitato anche Banksy, l'artista di graffiti più famoso al mondo, lanciando l'appello "Salvate 5Pointz!".

Nel novembre del 2013 l'incredibile decisione di Wolkoff. Senza alcun preavviso fece cancellare in una notte con la vernice bianca quasi tutte le opere. "Mi sentii violentata". Queste le parole della deposizione di Akiko Miyakami, una delle artiste, riportate dal Washington Post. Alla Cnn il proprietario all'epoca addusse quasi motivi di pietà: il 5Pointz era destinato a essere buttato giù, le opere si sarebbero comunque rovinate. Ovviamente il gesto scatenò l'ira degli artisti che la definirono "gratuita, deliberata e malvagia", dal momento che non fu offerta loro la possibilità di trovare un modo per conservare i lavori.

Questa settimana finalmente la sentenza che non nega il diritto del proprietario a demolire uno suo stabile, ma condanna la mancata notifica. Ora gli artisti riceveranno un consistente risarcimento che va dai 75mila dollari a oltre un milione ciascuno. Per Eric Baum, uno dei avvocati della parte lesa, si tratta di un "trionfo per gli artisti di tutta la nazione". Sicuramente la sentenza - costruita sulla Visual Artists Rights Act - stabilisce un fondamentale precedente: "E' ora chiaro che la legge federale protegge la dignità dell'artista e gli assicura che le sue opere d'arte siano trattate con rispetto". 

Ma sono nella sentenza del giudice federale Frederic Block le parole più toccanti, riportate dal Post: "La vergogna di tutta questa storia è che essendo 5Pointz un'importante attrazione turistica, senza alcun dubbio il pubblico sarebbe accorso in massa a dirle addio d avrebbe contemplato questi straordinari graffiti per l'ultima volta. Sarebbe stato un meraviglioso e assai meritato tributo agli artisti".