{{IMG_SX}}Roma, 25 maggio 2008 - A tredici giorni dal tremendo sisma che distrusse Sichuan, la terra ha tremato ancora nella provincia cinese, con la scossa più forte dopo quella dell'ottavo grado del 12 maggio scorso. I morti sono almeno 2 e 480 i feriti. Oltre 70.000, le abitazioni distrutte.

 

La nuova scossa è stata di magnitudo 6,4. È stata avvertita anche a Pechino, con un epicentro localizzato 250 chilometri a nordest di Chengdu. Il bilancio complessivo delle vittime del terremoto in Cina ha raggiunto la cifra ufficiale di 62.664 morti e 23.775 dispersi ma è destinato a salire. Il premier Wen Jiabao ha stimato in almeno 80.000 il numero di morti.Si continua a scavare, e con tenacia, sotto le macerie.

 

Xiao Zhihu, paraplegico di 80 anni, è stato salvato a Mianzhu dai soccorritori dopo undici giorni. Si è mantenuto in vita grazie alla moglie, che gli passava il cibo infilando la mano nelle fessure tra le pietre. La buona sorte dell'ottantenne rinnova le speranze di trovare vivi 24 minatori intrappolati sottoterra in tre miniere di carbone.

 

A preoccupare maggiormente sono le dighe e gli invasi d'acqua. Almeno 69 della provincia sono a rischio di crollo, ha detto E Jingping, vice ministro delle risorse idriche. Si è provveduto a svuotare gli invasi mentre in altri 826 è stato abbassato il livello dell'acqua. L'allarme più importante riguarda il lago Tangjiashan. Nell'area, dove si trova la città già distrutta di Beichuan, è attesa la pioggia. Oltre 1.500 soldati sono pronti a intervenire nel caso in cui l'acqua, giunta al livello di 723 metri, abbia la meglio sulla diga.