{{IMG_SX}}New York, 15 maggio 2008 - Se serviva un ulteriore segnale che la campagna elettorale è entrata nel vivo, è arrivato dal discorso ufficiale del presidente americano alla Knesset, il parlamento israeliano, in occasione del sessantesimo anniversario dalla nascita dello Stato ebraico. George W. Bush ha fatto un riferimento diretto al senatore di Chicago Barack Obama, probabile candidato democratico alle presidenziali di novembre, accusandolo di avere un atteggiamento troppo tenero nei confronti degli estremisti islamici. Da Obama è arrivata immediatamente una secca risposta: Bush strumentalizza l'anniversario dalla fondazione di Israele e dice "falsità".

 

ATTACCO FRONTALE
Bush ha usato la parola "appeasement",
un termine molto forte, utilizzato per descrivere la politica estera arrendevole del primo ministro britannico Arthur Neville Chamberlain, il predecessore di Winston Churchill, nei confronti della Germania di Adolf Hitler. Una strategia di pacificazione e dialogo in cambio di concessioni che finì per diventare una sorta di complicità all'ascesa di Hitler. Obama, con la sua promessa di dialogare con i nemici dell'America, sarebbe un complice dei terroristi.

 

DURA RISPOSTA
"E' triste" replica Obama in un comunicato,
che Bush da Gerusalemme "lanci il suo attacco politico fatto di falsità. Bush sa benissimo che io non ho mai voluto il dialogo con i terroristi".
"Alcuni vorrebbero il negoziato con i terroristi ed estremisti - ha detto Bush al parlamento israeliano - come se ci fossero argomenti in grado di convincerli che sono nel torto. Abbiamo il dovere di dare a questo atteggiamento il nome che merita, la convenienza fasulla dell'appeasement, una politica che è stata a più riprese bocciata dalla storia".
Obama è il frontrunner nella corsa per la nomination democratica, con un vantaggio di fatto incolmabile sull'ex first lady democratica Hillary Clinton, a cinque confronti dalla fine delle primarie.