{{IMG_SX}}New York, 12 maggio 2008 - Tempi duri per le conigliette rosa di Playboy: il rallentamento economico e la compressione fra vecchi e nuovi media, soprattutto internet, mandano i conti in rosso e il primo trimestre si chiude con perdite per 3,1 milioni di dollari, su un fatturato di 78,5 milioni. Nello stesso periodo dello scorso anno la Playboy Enterprise aveva registrato un utile di 1,4 milioni a fronte di un fatturato di 85,4 milioni.

 

A pesare sulla performance del gruppo sono ''i cambiamenti senza precedenti nel modo in cui i consumatori accedono e utilizzano i contenuti media'', ma anche le sfide da affrontare, e cioe' la trasformazione della ''nostra attivita' media tradizionale e le difficolta' dell'economia statunitense'', spiega l'amministratore delegato Christie Hefner, figlia del fondatore di Playboy, Hugh M. Hefner.

 

Secondo Ed Moran di Deloitte and Tocuhe, a mettere sotto pressione Playboy e' soprattutto internet, che consente di accedere con facilita' a contenuti sessuali. Inoltre la forte presenza di videocamere e l'ascesa delle immagini condivisa sul web consente agli utenti accessi quasi illimitati.

 

Una spiegazione che sembra non convincere Christie Hefner, secondo la quale il marchio Playboy non e' considerato per ''adulti. Chi viene da noi non cerca contenuti espliciti, infatti, resterebbero delusi se cercassero su Playboy.com o sulla nostra rivista contenuti del genere''. I sette milioni di visitatori che ogni mese navigano sul sito Playboy e i 10 milioni che acquistano la rivista lo fanno perche' e' una pubblicazione ''glamour, per le celebrita', per il look unico delle playmate e per i contenuti''.