{{IMG_SX}}Roma, 25 aprile 2008  - Israele definisce l'offerta di tregua di Hamas per la Striscia di Gaza come "non seria", poiché consentirà solo al gruppo palestinese di prepararsi per una nuova ondata di violenze.


Il portavoce del governo israeliano David Baker ha detto che Hamas "sta giocando per guadagnare tempo, riorgannizarsi e riarmarsi". Hamas ha fatto sapere questa settimana di essere pronto ad accettare un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, da estendere successivamente alla Cisgiordania, a condizione che Israele revochi l'embargo.

 

TROVATI MORTI DUE CIVILI ISRAELIANI AL CONFINE CON LA CISGIORDANIA

 

Due civili israeliani sono stati ritrovati morti nel villaggio di Nitzanei Oz, una zona industriale che si estende sul confine con la Cisgiordania, a ridosso della città autonoma palestinese di Tulkarem: lo hanno reso noto fonti militari. Le vittime, sulla cinquantina, lavoravano entrambe come guardie giurate nel complesso; sono state uccise a colpi di arma da fuoco, a quanto sembra da un singolo assalitore. Un portavoce dell'Esercito ha affermato che a sparare loro sono stati "terroristi" ma, stando a quanto riferito dalla radio statale, la polizia non esclude neppure che il duplice omicidio possa essere un episodio di criminalità comune. Rastrellamenti sono comunque in corso alla ricerca di un eventuale militante palestinese, che potrebbe essersi nascosto nei paraggi. Al momento non risultano essere pervenute rivendicazioni da alcuna fazione radicale palestinese.

 

'GAZA UN LAGER', STAMPA ARABA CRITICA PROTESTE OCCIDENTALI

 

La stampa araba critica le condanne dell'occidente alle parole del rappresentante libico al Consiglio di Sicurezza Onu che ieri ha paragonato i campi profughi di Gaza ai lager nazisti della seconda guerra mondiale.
Forse a causa del fuso orario, molti quotidini arabi non parlano dell'incidente, ma due tra i maggiori giornali, che pubblicano la notizia, danno giudizi severi sulla posizione asunta dai paesi occidentali, nei loro editoriali.
Per il più diffuso quotidiano egiziano al Ahram, il ritiro dei rappresentati occidentali dalla riunione che ha bloccato la seduta del Consiglio della Sicurezza, non è altro che "il solito teatrino occidentale per togliere la castagna dal fuoco agli israeliani".

 

Dopo avere criticato Usa, Francia e Gran Bretagna, (l'Italia non è nominata), che "tace sempre sulle violazioni" dello stato ebraico, il giornale del Cairo ritiene che "il rappresentante di Tripoli non ha fatto altro che ribadire le parole di un ministro israeliano che aveva detto che faremo di Gaza un olocausto". Nelle settimane scorse, in risposta ai lanci di razzi su Israele da parte di miliziani di Hamas da Gaza, Il vice ministro della Difesa di Israele aveva usato la parola Shoha, tradotta come Olocausato provocando le condanne dei paesi arabi.

"Il nazismo di Israele e il coraggio del rappresentante libico": E' invece il titolo in prima pagina del quotidiano palestinese edito a Londra al Quds al Arabi. Per l'autore, il rappresentanti libico all'Onu, con il suo paragone ai campi nazisti, "non ha affato esagerato". Anzi, "il coraggioso", diplomatico del governo di Tripoli, "ha riportato alla memoria i bei tempi in cui i rappresentati arabi le cantavano chiare al mondo".

Ma oggi le cose stanno diversamente a causa di "un occidente miope", conclude che "chiude gli occhi sul milione e mezzo di abitanti della striscia che vivono tra due fuochi: la morte per fame a causa dell'embargo, oppure rimanere uccisi dal fuoco dei soldati dell'occupazione".

 

AMBASCIATORE ISRAELIANO ALL'ONU: "CARTER E' UN FANATICO"

 

Duro attacco dell'ambasciatore israeliano all'Onu a Jimmy Carter, 'colpevolè di aver incontrato a Damasco la leadership di Hamas. L'ex presidente degli Stati Uniti, ha denunciato Dan Gillerman in un incontro con i giornalisti, è "un fanatico", nei giorni scorsi "è andato nella regione con le mani sporche ed è tornato con le mani insanguintate dopo aver stretto la mano a Khaled Meshal, leader di Hamas". Secondo il diplomatico, l'incontro dei giorni scorsi tra Carter, premio Nobel per la pace, e i vertici del movimento di resistenza islamico rappresenta "un episodio molto triste nella storia americana".


E ancora, per Gillerman è "una vergogna" avere visto l'ex presidente democratico, che ha fatto "cose buone", "trasformarsi in quello che credo sia un fanatico". All'inizio della settimana, in visita a Damasco, Carter aveva avuto un colloquio con la leadership di Hamas, al termine del quale aveva riferito la disponibilità del movimento a riconoscere Israele, circostanza subito dopo smentica dallo stesso movimento.