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PRIMARIE USA

Il trionfo di Hillary Pennsylvania
John McCain è invalido al 100%

La Clinton vince grazie al voto delle donne, ma soprattutto degli uomi bianchi e degli operai. Il senatore dell'Illinois è riuscito peò a dimezzare il distacco iniziale. Commenta

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PHILADELPHIA, 23 APRILE 2008 - Come è successo in Ohio, in Pennsylvania Hillary Clinton ha vinto grazie al voto delle donne bianche, il suo zoccolo duro, ma soprattutto degli uomini bianchi e degli operai. L'ex first lady infatti ha ottenuto il 65 per cento del voto delle elettrici bianche, ed il 55 per cento di quello degli elettori bianchi che in queste primarie - in cui per la prima volta non c'è un candidato maschio bianco - si sono dimostrati essere il principale «swing bloc», cioè il gruppo demografico chiave da conquistare per vincere.
La Clinton ha anche ottenuto il 60 per cento dei voti degli elettori senza diploma di laurea, cioè quella classe operaia e di lavoratori di cui Obama si è alienato le simpatie con l'infelice battuta sulla frustrazione proletaria che porta a rifugiarsi nelle armi e nella religione.

 

Mentre il repubblicano John McCain gira gli Stati Uniti pensando al voto del 4 novembre il duello all'ultimo voto per la conquista della nomination democratica va avanti. Confermando i sondaggi Hillary Clinton è riuscita a vincere le primarie democratiche.
Lo ha fatto con un margine di 10 punti (55% contro il 45% del rivale) sufficiente a dare nuovo vigore alla sua corsa ma questo potrebbe non essere sufficiente.

Lo sconfitto Barack Obama dopo sei settimane di aspra campagna è riuscito a dimezzare il distacco iniziale. Il senatore dell'Illinois resta sempre in testa come numero di stati vinti (28 a 16), voti raccolti (800.000), fondi (234,8 milioni contro 175,7 milioni) e soprattutto per numero di delegati: 1.694 contro i 1.556 della rivale.
Difficilmente il risultato in Pennsylvania da solo, dove erano in palio 158 delegati, riuscirà a convincere i 300 superdelegati (su 796) ancora indecisi a votare per lei. E sono i 796 notabili del partito non vincolati dal voto popolare che decideranno a Denver tra lei e Obama.

L'ex first lady ha immediatamente chiarito, «c'è chi mi vorrebbe fuori ma io non mollo», perchè, l'America ha bisogno di «un presidente pronto sin dal primo giorno e io posso essere quel presidente». La senatrice di New York, in forte difficolta nella raccolta fondi (ha in cassa solo 9,5 milioni di dollari e debiti per 10,3 milioni) a differenza del rivale, con la concretezza che la contraddistingue ha chiesto ai sostenitori di mettere mano al portafogli: «Il futuro di questa campagna è nelle vostre mani».
Amaro il commento di Obama Barack Obama che ha ammesso la sconfitta ma ha accusato l'ex first lady di aver vinto «spaventando gli elettori...parlando, agendo e votando come George Bush e John McCain. Possiamo usare la paura come una tattica e la minaccia del terrorismo per spaventare gli elettori». Ma per il senatore dell'Illinois i democratici «non debbono (solo) cercare di riconquistare una carica ma la fiducia degli americani (convincendoli) che i loro leader a Washington diranno loro la verità. Questo è ciò che è in gioco in queste elezioni».


Dall'analisi del voto emerge che i giovani hanno scelto Obama, mentre la Clinton non ha sbancato come previsto tra l'elettorato anziano. Il 62% degli elettori sotto i trent'anni ha votato per il senatore dell'Illinois, contro il 38% che ha scelto l'ex First lady. Tra coloro che hanno più di sessant'anni, invece, il 60% ha preferito Clinton, il 39% Obama. Per l'ex first lady ha votato il 57% delle donne e il 60% dei bianchi; per Obama il 62% degli uomini e l'80% degli afroamericani, comunque minoranza in Pennsylvania.

MCCAIN E LA PENSIONE D'INVALIDITA'

Venerdì scorso il senatore dell'Arizona John McCain, candidato repubblicano per la Casa Bianca, ha reso
pubblica la propria dichiarazione dei redditi nella quale, però, non compare tra gli introiti una pensione di invalidità da 58.358 dollari. Motivo? Si tratta di una pensione di invalidità al 100%, e per questo esentasse, che il senatore riceve dalla Marina per le ferite riportate durante la guerra in Vietnam.

A renderlo noto è il Los Angeles Times che, ironicamente, ricorda che il senatore, candidato repubblicano per la Casa Bianca, "gode di ottima salute ed è forte abbastanza per scalare il Grand Canyon, come dice lui stesso, ma riceve comunque una pensione di invalidità".

McCain, che fa fatica a camminare e non riesce a sollevare completamente le braccia, rientra nella casistica per cui è prevista un'esenzione totale o parziale, nel suo caso appunto il 100 per cento. Se il senatore avesse dovuto pagare le tasse sulla somma, avrebbe dovuto versare al Fisco circa 18.000 dollari in più rispetto a quelle che ha
corrisposto.

  • 23/04/2008 09:19
    fiengo antonio
    McCain - pensione d'invalidità Tutto il mondo è paese - quando si tratta di riscuotere..... Vediamo se gli americani, venuti a conoscenza del caso, come si comporteranno
  • 23/04/2008 09:55
    cicciobaldo
    Diciamo una cosa: almeno McCain si è fatto una guerra, una delle più terribili del dopo 2 Guerra Mondiale. In italia, a parte coloro che hanno subito seri problemi (inclusa la morte!) a causa, ad esempio, dell'uranio impoverito (vedi Kosovo e di cui non si parla), c'è un esercito di falsi malati che si cuccano assegni immeritatamente. Basti frequentare per un solo giorno gli ospedali militari italiani per crederci! Ognuno ha i militi lavativi che si merita!
  • 23/04/2008 10:36
    Enrico
    Se oltre a questo McCain avesse anche qualche conflitto di interesse, in Italia avrebbe la vittoria in tasca....
  • Sono presenti 3 commenti
 

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