{{IMG_SX}}Parigi, 1 marzo 2008  - La Colombia colpisce duramente le Farc. In un raid in territorio ecuadoriano, a ridosso del confine, le forze armate di Bogotà hanno ucciso 17 ribelli incluso Raul Reyes, il numero due, portavoce ufficiale e "ideologo" della guerriglia, come annunciato dal ministro della Difesa Juan Manuel Santos.

 

I contorni dell'operazione sono incerti. Nessuna conferma (nè smentita) da altre fonti, per il momento; anche il presidente ecuadoriano Rafael Correa, informato dall'omologo Uribe a giochi fatti, si limita a comunicare di aver ordinato ai militari di recarsi sul posto per indagare e verificare.

 

Ma il principale punto interrogativo è legato alla sorte degli ostaggi in mano alle Farc, in primo luogo Ingrid Betancourt. La liberazione di 4 prigionieri, appena due giorni fa con la mediazione di Hugo Chavez, aveva aperto nuove speranze. Ora torna tutto in discussione.

 

Reyes era uno dei principali, se non il primo, canale di comunicazione tra le Farc e il presidente venezuelano. Chavez, che ha recentemente attribuito lo status ufficiale di "combattenti della resistenza" ai ribelli che la Colombia e la comunità occidentale considerano senza altri termini terroristi, ha fatto della liberazione della Betancourt il suo cavallo di battaglia. Lavorando ai fianchi Uribe e ottenendo lo stop delle operazioni militari anche in occasione dell'ultimo rilascio di ostaggi.

 

Un 'gioco' che le Farc hanno sempre detto dover passare per uno scambio di prigionieri. E per "un riconoscimento politico" da parte del governo colombiano, come ribadito proprio da Reyes nella sua ultima intervista lo scorso venerdì. E adesso che Bogotà ha risposto colpendo duro? Tra i primi a uscire allo scoperto, chiedendo di mantenere la priorità della salvezza degli ostaggi, c'è il presidente francese Nicolas Sarkozy. Voce importante, ma non decisiva.

 

Si è dichiarata oggi "divorata dalla preoccupazione" la famiglia di Ingrid Betancourt dopo l'annuncio dell'uccisione del numero due delle Farc, Raul Reyes. E' quanto dichiara oggi il portavoce del Comitato di sostegno alla franco-colombiana, Hervé Marro.

 

"La famiglia di Ingrid Betancourt è divorata dalla preoccupazione" e si trova "nel panico perché teme forti rappresaglie della guerriglia colombiana contro i prigionieri" ha detto Marro.

 

"Richiamiamo le Farc alla ragione. La comunità internazionale ha gli occhi puntati su di loro" ha aggiunto il portavoce, indicando come sia "nel loro interesse che agli ostaggi non venga torto neanche un capello".
Secondo Marro, Fabrice Delloye, l'ex marito di Ingrid Betancourt, avrebbe telefonato immediatamente al presidente francese Nicolas Sarkozy, il quale avrebbe "subito capito l'urgenza" della questione e si sarebbe "impegnato" a chiamare il suo omologo venezuelano, il presidente Hugo Chavez, affinché quest'ultimo ottenga garanzie da parte delle Farc.