Uber (Ansa)
Uber (Ansa)

Roma, 16 marzo 2021 - Svolta in Gran Bretagna. Uber garantirà ai suoi 70.000 autisti britannici lo status di dipendenti, in quella che è una prima mondiale per l'app di auto con conducenti, che dà una scossa la modello di piattaforma digitale nel Regno Unito. In questo modo gli autisti avranno diritto non solo al salario minimo, ma anche alle ferie e alla pensione da domani. 

Finora gli autisti erano considerati lavoratori autonomi. La decisione dell'applicazione arriva, infatti, dopo un'ampia consultazione fatta dall'azienda con i suoi autisti e segue il verdetto della Corte Suprema del Regno Unito. Il 19 febbraio scorso la più alta Corte del Paese aveva stabilito che gli autisti potevano essere considerati "dipendenti", e non più "collaboratori autonomi", e quindi beneficiare dei diritti sociali. 

D'ora in poi, quindi, per gli autisti di Uber cambia tutto: avranno diritto a ferie pagate e potranno contribuire a un fondo di risparmio pensionistico, al quale l'azienda contribuirà. Gli verrà inoltre pagato almeno il salario minimo, fissato a 8,72 sterline all'ora nel Regno Unito, ma destinato a salire a 8,91 sterline ad aprile. In media, un autista di Uber guadagna comunque di più, ossia 17 sterline a Londra e 14 nel resto del paese. Non solo. I lavoratori manterranno la flessibilità nelle loro condizioni di lavoro, ossia, lavoreranno con Uber quando vogliono.

Gli autisti britannici di Uber godono comunque già di alcuni benefici, come l'accesso gratuito all'assicurazione sanitaria o il congedo parentale. Resta ora da vedere se l'importante novità introdotta dalla piattaforma farà da apripista alle altre app, e non solo nel Regno Unito.