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25 lug 2022
25 lug 2022

La Russa sulla Meloni e il New York Times: "Colpa della sinistra italiana"

Il quotidiano americano ha definito un "evento sismico" la possibilità che "un partito di estrema destra" salga al governo in Italia. Renzi: "Bonaccini candidato premier", ma il governatore risponde che la proposta non conta

25 lug 2022
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Giorgia Meloni a Roma, durante la manifestazione organizzata da Fratelli d'Italia (Ansa)
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Giorgia Meloni a Roma, durante la manifestazione organizzata da Fratelli d'Italia (Ansa)

Roma, 25 luglio 2022 - L'eventuale ascesa di Fratelli d'Italia e della leader Giorgia Meloni a capo del governo italiano è stata definita un "evento sismico" da un articolo del New York Times, scritto dall'intellettuale britannico David Broder. Un evento sismico che "un partito di estrema destra arrivi alla guida di una grande economia dell'Eurozona". E nella reazione è stata tirata in ballo la macchina del fango. "Con la campagna elettorale è ripartita, puntuale come sempre, la macchina del fango contro me e Fratelli d’Italia. Aspettatevi di tutto in queste settimane, perché sono consapevoli dell’imminente sconfitta e useranno ogni mezzo per tentare di fermarci. Se ci riusciranno o no, quello dipenderà da voi", ha scritto Giorgia Meloni, in un messaggio sulla sua pagina Facebook, puntando il dito sulla stampa internazionale e italiana che parla del ‘rischio Meloni’ in soccorso alla sinistra.

"Solo fango" è stata anche la definizione di Ignazio La Russa, in una intervista al Corriere della Sera. "Io scorgo interessati suggerimenti di ambienti e think tank italiani di sinistra ancorati alla speranza che un antifascismo strumentale e pronto all'uso possa salvarli", ribadisce. Parlando della leadership e delle divisioni sul candidato premier precisa: "Questa domanda tradisce un racconto della sinistra - sottolinea - che ci vuole a tutti i costi divisi, e invece saremo comunque d'accordo sulle regole, il candidato sarà chi prende più voti, lo ha riconfermato anche Salvini. Non abbiamo un problema adesso, sceglieranno gli italiani". E aggiunge: "Meloni non pretende di essere designata oggi leader del centrodestra, poi prenderemo atto del responso delle urne".

Rispondendo, poi, alla domanda sugli attriti per i posti in lista precisa: "Non ci siamo ancora seduti per parlarne - evidenzia -. Arriveremo a una sintesi, la regola è quella della media dei migliori sondaggi. Noi siamo circa al 50% della coalizione, ma ci sono comunque margini di flessibilità: c'è il ruolo dei partiti minori, il ruolo dei collegi chiave, di nuovo c'è che avremo veramente poco tempo per farlo e quindi le conflittualità dovranno essere ridotte per forza al minimo". 

Un innalzamento della "temperatura" politica in una settimana cruciale per gli equilibri del centrodestra. Si dovrebbe infatti tenere mercoledì il vertice del centrodestra annunciato nei giorni scorsi: pure se non ancora ufficializzata, la riunione che vedrà al tavolo Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Maurizio Lupi, Lorenzo Cesa e Antonio Tajani si dovrebbe tenere a Montecitorio. L’ultimo vertice della coalizione si era tenuto a Villa San Martino.

Bonaccini candidato premier da Renzi: botta e risposta

Visto che Enrico Letta ha negato la possibilità di una coalizione larga con i 5Stelle, Matteo Renzi non nega la possibilità di correre da solo alle prossime elezioni nel caso in cui Letta sollevi un veto politico su di lui: "è l'ipotesi più probabile". Ed è così che lancia come candidato premier per battere la destra il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Renzi l'ha fatto sapere in una intervista al Corriere: "Letta è il segretario del Pd: decida lui. Fossi al suo posto sceglierei uno bravo a vincere elezioni che sembravano già perse: Stefano Bonaccini - evidenzia -. Ha preso il voto dei moderati e quello degli estremisti di sinistra e ha fermato Salvini nel momento in cui sembrava impossibile. Bonaccini ha fatto meno campagne elettorali di Letta, ma ne ha vinte qualcuna in più".

Ma questa candidatura è stata definita da Bonaccini: "cose che non contano davvero nulla". "L'unica cosa che mi auguro - ha detto il governatore a Morning News su Canale 5 - è che si riesca a mettere insieme, e ieri il segretario Letta lo ha ben definito in una lunga intervista su Repubblica, una coalizione che abbia alcuni capisaldi dal punto di vista programmatico e possa partire da coloro che hanno dato la fiducia al Governo Draghi alcuni giorni fa come perimetro su cui costruire l'alleanza".

 

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