Martedì 23 Luglio 2024
DAVID ALLEGRANTI
Elezioni

Il nuovo campo largo. Schlein riunisce i suoi e abbraccia Fratoianni: "Meloni è in difficoltà"

Lungo colloquio della segretaria dem anche con Magi e Della Vedova. Ai parlamentari Pd: martelliamo su autonomia e premierato. Sono i nostri temi".

Roma, 12 giugno 2024 – L’abbraccio nel cortile della Camera al compañero Nicola Fratoianni; i colloqui con gli affranti Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi; l’intervento nell’assemblea congiunta dei parlamentari del Pd, aperta alla stampa. Una giornata di riscatto, ieri, per Elly Schlein che con il 24 per cento alle Europee ha rimesso il partito che guida da oltre un anno al centro del dibattito delle opposizioni.

Non si parla più di Giuseppe Conte "federatore" del centrosinistra. Non si parla più dei riformisti dell’ex Terzo Polo, se non per il loro flop elettorale, ma di come allargarsi e rafforzarsi a sinistra tenendo ben vicini Alleanza Verdi Sinistra, vera sorpresa delle urne con un lusinghiero 6,7%: "Siamo stati molto capaci di dettare un’agenda in questa campagna elettorale e abbiamo assistito al costante tentativo di Meloni di sviare sui temi, ora dobbiamo rilanciare con ancora più forza", ha detto Schlein davanti ai suoi parlamentari: "Se continuiamo come martelli su queste questioni sono convinta che riusciremo a mettere in difficoltà il governo, che sulle questioni sociali non sta dando risposte".

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Ci sono battaglie che la segretaria vuole portare avanti insieme agli alleati. Ieri intanto Pd e Avs hanno chiesto in Aula alla Camera il rinvio in Commissione del ddl Calderoli sull’Autonomia. "Si devono fermare sull’autonomia differenziata. E così anche sul premierato invito a proseguire la strada della dura opposizione. Dobbiamo infilarci nelle loro divisioni, che ci sono seppure nascoste, e fermare una di queste riforme, perché è chiaro che ferma una si ferma anche l’altra", ha detto Schlein, che vuole lanciare anche una proposta per il superamento della legge Bossi-Fini sull’immigrazione. L’idea, come sul salario minimo in passato, è coinvolgere anche gli altri partiti dell’opposizione: "Possiamo costruire ampie convergenze con le forze alternative alle destre. Spero che quanto successo in questi giorni convinca tutti, ma proprio tutti, che non è il momento delle divisioni".

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È ecumenica, la segretaria del Pd; dopo le elezioni di domenica cerca di diventare, o forse lo è già diventata, la leader dell’opposizione, come Giorgia Meloni lo è della maggioranza di governo. I risultati tutt’altro che brillanti dell’ex Terzo Polo suggeriscono la scomparsa del centro, anche se forse la notizia della dipartita dei liberali in Italia è fortemente esagerata, come testimonia il risultato di Forza Italia, che ha superato anche la Lega. In ogni caso Schlein vuole approfittarne, adesso che sembra esserci lo spazio, per proporre all’elettorato un’offerta politica fortemente progressista. Magari la polarizzazione Schlein-Meloni sarà soltanto una provvisoria illusione, ma per ora nel Pd sembrano voler insistere sulla costruzione di un polo alternativo "alle destre".

Prima si chiamava Campo largo, nome che non ha portato benissimo fin qui. Il risultato però non cambia. Il Pd con il suo 24,1 per cento non può essere autosufficiente. Il sistema proporzionale delle Europee ha favorito la divisione nelle urne, ma ora Schlein ha necessità di costruire un’alleanza politico sociale "testardamente unitaria", come dice la leader del Pd, in grado di sfidare Meloni. Dalla sanità a, appunto, il salario minimo. Tutte battaglie che Schlein vuole rilanciare dentro e fuori il Parlamento: "Insisteremo affinché i temi che abbiamo posto in campagna elettorale siano dentro il programma della prossima Commissione".