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26 lug 2022

Elezioni politiche 2022: obbligo di firme e partiti a rischio. La soluzione è lo Spid

Per molte formazioni sarà difficile raccogliere le sigle necessarie a presentare le liste, dato il periodo estivo di campagna. C'è la pista identità digitale, ma ci vuole l'ok del governo

26 lug 2022
elisa serafini
Politica

Con lo svolgersi delle elezioni anticipate, il Paese vivrà un problema ancora poco attenzionato: la difficoltà di presentazione delle liste di nuovi o piccoli partiti. La normativa infatti prevede che alle elezioni di settembre possano competere alle elezioni politiche in entrambe le Camere, partiti o liste che raccolgano almeno 36.750 firme per la Camera e 19.500 per il Senato e con stringenti requisiti sui collegi.

Tuttavia, molte liste o partiti saranno esonerati da questo obbligo. La norma prevede l’esenzione della raccolta firme per le liste o partiti che abbiano costituito un gruppo in almeno una camera prima del 31 dicembre 2021, oppure che alle ultime elezioni abbiano ottenuto almeno un seggio, o che abbiano contribuito all’attribuzione di seggi per i propri alleati in una coalizione avendo più dell’1% (anche se meno del 3%). Negli anni questi requisiti sono stati allentati, proprio per permettere la competizione e partecipazione democratica anche dei partiti più piccoli (se presenti in Parlamento). Per tutti gli altri, invece, resta la difficile strada delle firme, in un contesto di pandemia, di mesi estivi e di tempi non ordinari, rispetto ai tradizionali canoni delle elezioni.

La mancanza di accessibilità alla competizione democratica può rappresentare un problema per il nostro Paese. Le barriere di accesso verranno imposte a partiti che contano rappresentanti negli enti locali (ad esempio Volt Italia) o partiti e liste che vorrebbero presentarsi, come lista per la Democrazia di Marco Cappato.

“Solleviamo una questione di metodo e offriamo una soluzione", racconta al Giorno Lorenzo Mineo, coordinatore dell’iniziativa italiana del movimento Eumans che si batte per i diritti civili in Europa ed è tra i promotori della Lista per la Democrazia di Marco Cappato. “Noi chiediamo che sia possibile raccogliere le firme con SPID. L’idea di una lista per la democrazia nasce dal fatto che è necessario attraverso il digitale, così come lo è stato per i referendum, superare gli ostacoli e le discriminazioni che ci sono rispetto all’accesso alla democrazia per tutti".

Con le difficoltà legate alla presentazione e raccolta delle firme, le elezioni del 25 settembre rischiano di diventare riservate a chi è in Parlamento. Sottoscrivere con SPID permetterebbe di avvicinare i cittadini alla politica, riducendo potenzialmente astensione e potrebbe rappresentare un modo per garantire partecipazione più ampia ai processi politici del Paese. Più partecipazione politica può aumentare il senso di accountability dei candidati e degli elettori. Gli strumenti tecnologici per poterlo fare sembrano esserci, ma sarà necessaria la volontà politica.



 

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