La protesta anti-Trump a New York (Olycom)
La protesta anti-Trump a New York (Olycom)

New York, 10 novembre 2016 - Dopo il trionfo, la protesta. Urlata e, a tratti, violenta. Donald Trump presidente è il verdetto delle elezioni Usa, ma in tanti non sembrano accettarlo. Cortei in diverse città americane, migliaia in piazza: da New York a Los Angeles. A Manhattan almeno 30 persone sono state arrestate durante una imponente manifestazione anti-Trump. In migliaia, nonostante la pioggia, si sono radunati a Union Square e hannno poi sfilato verso Midtown fino alla blindatissima  Trump Tower sulla Fifth Avenue ,dove si trova l'abitazione del nuovo presidente Usa. Paralizzato per ore il traffico nella zona. Alcuni urlavano slogan e innalzavano cartelli con un messaggio chiaro: "Not my president!" ("Non è il mio presidente!").  Altri hanno anche bruciato maschere ed effigi che rappresentavano il volto del nuovo presidente degli Stati Uniti, presente con la famiglia nei suoi appartamenti agli ultimi piani del famoso grattacielo.

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LE ALTRE CITTA' - In alcune città come Portland e Oakland (dove c'è stato un ferito) sono state anche appiccate le fiamme a copertoni e cassonetti in strada con l'intervento della polizia. A Oakland, in particolare, una manifestazione di circa 6mila persona ha bloccato il traffico. Lancio di oggetti contro la polizia in assetto anti-sommossa, in frantumi le vetrine di diversi negozi.  A Washington diverse centinaia di dimostranti si sono riunite di fronte alla Casa bianca per una veglia a lume di candela, sfidando la serata fredda, e hanno criticato quello che hanno definito razzismo, sessismo e xeonofobia del candidato eletto. Uno degli organizzatori, il direttore del gruppo MoveOn.org Ben Winkler, ha detto alla folla che altri si satrebbero uniti dalle centinaia di comunità nel paese. "La gente è giustamente preoccupata", ha affermato. "Noi siamo qui - ha aggiunto - perché in questi momenti bui, non siamo soli". Molti scandivano lo slogan "We are not alone!".  Ethan Miller, del gruppo Jobs for Justice, ha detto che gli organizzatori hanno voluto la veglia per mostrare la capacità di reazione della società civile. "E' un momento duro per gli Americani", ha sostenuto. "Noi abbiamo visto - ha proseguito - una campagna piena di razzismo e misoginia e tutto l'armamentario delle peggiori tattiche che alla fine hanno avuto successo nella conquista dei collegi elettorali". Tuttavia, ha assicurato, "noi non permetteremo che una presidenza di Donald Trump fermi il progresso in questo paese" e "continueremo a organizzare la lotta per i diritti di tutte le persone e a proteggere la sicurezza dei nostri fratelli e delle nostre sorelle".  A Los Angeles, ancora, centinaia di giovani hanno dimostrato vicino al palazzo municipale, scandendo lo slogan "Not my president!". Nella metropoli californiana, la polizia ha effettuato 13 arresti.

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LONDRA - Proteste anche a Londra, dove un gruppo di manifestanti si è riunito fuori dall'ambasciata americana urlando 'No al razzismo, no a Trump'. I manifestanti che agitavano cartelli con una foto del tycoon coperto da svastiche e con i baffetti alla Hitler. La  protesta era organizzata dal gruppo di attivisti contro il razzismo 'Stand up to Racism'.
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