Trump presidente, Salvini se la ride su Facebook (Dire)
Trump presidente, Salvini se la ride su Facebook (Dire)

Roma, 9 novembre 2016 - La notizia della vittoria, dopo la lunga notte delle elezioni Usa, esplode in mattinata anche in Italia. Con il centrodestra che esulta per la vittoria del tycoon repubblicano e il centrosinistra che abbozza. Flavio Briatore, da anni amico del tycoon, twitta: "è la dimostrazione che sondaggisti, opinionisti, giornalisti e vari guru.. non capiscono un c...".
Vediamo le varie posizioni.

LE REAZIONI IN EUROPA

I COMPLIMENTI DI RENZI - "Mi congratulo con il nuovo Presidente degli Stati Uniti - ha detto  Matteo Renzi - Gli auguro buon lavoro. L'amicizia Italo-americana è solida. Questo è il punto di partenza per tutta la comunita internazionale, anche al netto delle differenze e diffidenze che la campagna elettorale ha suscitato oltreocenao e qua". Per Renzi "questo fatto politico, come altri, dimostrano che siamo in una stagione nuova anche nel rapporto tra comunità, consenso e idea stessa di organizzazione statuale".

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Qualche critica ha sollevato l'intervento del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Radio Anch'io: "Non cambieremo i fondamenti della nostra politica estera e collaboreremo con gli Stati Uniti" ha detto rispondendo a una domanda sulle possibile preoccupazioni dell'Europa per la vittoria di Trump. "L'Europa dovrà fare la sua parte, noi come governo italiano abbiamo puntato sulla collaborazione internazionale, l'apertura al commercio, il rifiuto di chiusure e egoismi, e su questa linea andremo avanti, con tutta l'intenzione di collaborare con gli Stati Uniti", come negli ultimi 70 anni, ha spiegato Gentiloni. Allo stesso tempo, bisogna avere "comprensione delle difficoltà economiche" che hanno messo in difficoltà "una parte dei cittadini americani" e che hanno concorso alla vittoria di Trump.

GRILLO: UN VAFFA GENERALE - La vittoria di Donald Trump negli Usa è "la prova che questi milioni di demagoghi non sono le persone, ma sono i giornalisti, gli intellettuali, ancorati ad un mondo che non c'è più", dice il leader M5S, Beppe Grillo, sul suo blog, che mette in evidenza delle analogie su come i media hanno trattato Trump e il M5s.
"Lo abbiamo visto con il nostro Movimento - sostiene Grillo - ci sono delle similitudini fra questa storia americana e il Movimento. Siamo nati e non se ne sono accorti, perché abbiamo un giornalismo postdatato che capisce quando qualcosa è già successa. Ed è già troppo tardi". E specifica: "Di Trump i grandi media hanno detto molte cose simili a quelle che dicono del Movimento, ricordate? Dicevano che noi eravamo sessisti, omofobi, demagoghi, populisti. Non si rendono conto che ormai milioni di persone i loro giornali non li leggono più e non guardano la loro tv. Trump ha cavalcato questa roba qua. E' arrivato a milioni e milioni di persone". 
E richiama anche i suoi Vaffa.day: "E' pazzesco. Questa è la deflagrazione di un'epoca. E' l'apocalisse dell'informazione, della Tv, dei grandi giornali, degli intellettuali, dei giornalisti. Questo è un Vaffa... generale. Trump ha dato un VDay pazzesco". 

LA LEGA ESULTA  -  "Trump non è matto. Ce lo hanno dipinto come maniaco sessuale e invece evidentemente rappresenta gli americani. Da candidato faceva un certo tipo di discosi, ora naturalmente ha fatto un discorso da presidente", assicura il leader della Lega, Matteo Salvini. "Incredibile che Renzi si sia schierato per la Clinton - ha aggiunto - sarei curioso ora di sentire la telefonata di Renzi a Trump... Io non gli risponderei". E ancora, a un forum Agi: "Buone notizie sul fronte della pace - dice Salvini - Oltre alla soddisfazione personale di aver visto sconfitti i giornalisti, gli attori, gli estremisti, i cantanti e tutto l'ambaradan di banche, giornali e telegiornali che hanno perso il contatto con realtà, non capiscono più cosa pensa l'operaio o lo studente". 

"Good Morning America!!!!!", ", questo il primo tweet della giornata del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che questa mattina, alla conferma dell'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, ha 'cinguettato' una foto del nuovo presidente Usa con il pollice alzato. Da parte sua l`ex presidente della Camera dei Deputati Irene Pivetti commenta: "Non si può volere una donna a tutti i costi".

FORZA ITALIA - Gongola Renato Brunetta, che rivolta il risultato in chiave italiana: Matteo Renzi "da oggi è politicamente finito, è un dead man walking. Ci ha isolato in Europa contando sull'appoggio forte della presidenza Usa, che ora non avrà più, e in maniera grave e irrituale ha schierato, sbagliando totalmente strategia, l'Italia al fianco della Clinton, creando un danno grave di credibilità e di immagine per le istituzioni del nostro Paese". Conclusione? "Renzi non provi a fare finta di niente come suo solito. Per il bene di tutti, per il bene dell'Italia, Renzi rimetta il suo mandato nelle mani di Mattarella quanto prima".

Più nel merito del voto, Brunetta esulta: "Ha vinto la democrazia americana, quella di Tocqueville. Hanno vinto le istituzioni americane, i pesi e i contrappesi, ha vinto la straordinaria costituzione americana".

BERSANI E LA SINISTRA LARGA - "Il voto americano parla anche di noi - scrive su Facebook l'ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani - Nel mondo ripiega la globalizzazione. Si affacciano protezionismi e pensieri aggressivi verso le persone e le merci di fuori. Ovunque, anche in Europa, c'è una nuova destra in formazione, una destra della protezione. Se vogliamo impedire che vinca ovunque dobbiamo attrezzare una sinistra larga che abbandoni le retoriche blairiane delle opportunità, delle flessibilità, delle eccellenze e scelga la strada della protezione sulla base dei propri valori di uguaglianza". 
E come far vincere questa sinistra larga? "Mettendo tutti e due i piedi fuori dagli establishment e dentro le periferie sociali - sostiene Bersani - rilanciando i diritti del lavoro e le battaglie di uguaglianza, difendendo i principi di base del welfare universalistico secondo i quali davanti a bisogni fondamentali non ci può essere né povero né ricco. Non c'è da perdere tempo. Per dirla in bersanese: la mucca nel corridoio sta bussando alla porta".

NAPOLITANO - "Le preoccupazioni rimangono e rimane l'imperativo della riflessione su questo risultato", ha detto ai microfoni di 'Radio anch'io' il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, a proposito del risultato delle elezioni presidenziali Usa che hanno visto prevalere Donald Trump. Le prime parole di Donald Trump, aggiunge, "sembrano indicare una consapevolezza delle responsabilità che ricadono sulle sue spalle. C'è da augurarsi che questa consapevolezza sia effettiva e che queste parole siano seguite dai fatti", ha concluso Napolitano.

LA CEI - "Saranno i fatti a giudicare l'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d'America", ha invece detto il cardinale Angelo Bagnasco, a margine della visita a Norcia e nelle altre zone terremotate. Il presidente della Conferenza episcopale italiana ha aggiunto che "gli Stati Uniti sono una grande democrazia e sapranno comportarsi come da sempre sanno fare, per portare avanti la propria storia e la propria democrazia nel mondo, al di là della logica delle elezioni".