Donald Trump 45° presidente degli Stati Uniti (Lapresse)
Donald Trump 45° presidente degli Stati Uniti (Lapresse)

Roma, 9 novembre 2016 - Il risultato delle elezioni Usa con la nomina di Donald Trump a 45° presidente non convince tutti. Le congratulazioni al tycoon arrivano da tutto il mondo, anche dall'Italia e dal premier Matteo Renzi (che però non aveva mai nascosto di parteggiare per la rivale Hillary Clinton), ma non mancano i timori.

 

FRANCIA - La prima a fare gli auguri al nuovo inquilino della Casa Bianca è Marine Le Pen. "Congratulazioni al nuovo presidente degli Stati Uniti e al popolo americano libero", ha scritto la leader del Fronte nazionale su Twitter.

 

 

UE - Reazione più cauta dal presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, secondo cui con Donald Trump presidente Usa "sicuramente la relazione transatlantica diventerà più difficile". Intervistato dal primo canale pubblico tedesco Ard, Schulz ha fatto un parallelo con "le grandi paure" suscitate da Ronald Reagan e ha premesso che "il sistema degli Stati Uniti è forte abbastanza per reggere un presidente Donald Trump e integrarlo".

Lettera di congratulazioni congiunta dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e quello della Commissione, Jean Claude Juncker. "Oggi - hanno scritto - è più importante che mai rafforzare le relazioni transatlantiche. Non dovremmo risparmiare alcuno sforzo per assicurare che i legami tra noi restino forti e duraturi". Nella missiva, Tusk e Juncker hanno anche invitato Trump a visitare l'Europa per un summit Ue-Usa appena possibile.

RUSSIA - Soddisfatto dall'esito delle elezioni Usa, invece, il Cremlino. Vladimir Putin si è congratulato con Donald Trump per la vittoria e si augura che i "rapporti russo-americani possano uscire dalla crisi". Il presidente russo - che ha inviato un telegramma al nuovo presidente Usa - si è detto "sicuro" che il dialogo fra Mosca e Washington, basati sul rispetto reciproco, rispondano "agli interessi dei due paesi". 

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EGITTO - Le congratulazioni al tycoon sono arrivate anche dal Cairo. Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha "augurato a Trump successo nel suo lavoro e ha auspicato una nuova era nei rapporti tra i due Paesi con un rafforzamento delle relazioni di cooperazione a tutti i livelli tra l'Egitto e gli Stati Uniti", ma anche della "pace e della stabilità nella regione mediorientale alla luce delle grandi sfide che sta affrontando". 

TURCHIA - E tra i tanti i messaggi di buon lavoro e congratulazioni a Trump per il successo alle elezioni Usa, c'è anche quello del premier turco Binali Yildirim. Il premier ha aggiunto che "un nuovo capitolo delle relazioni con Washington sarà aperto se sarà estradato Fetullah Gulen", il predicatore residente negli Usa considerato da Ankara il regista del fallito golpe del 15 luglio. 

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NATO - Anche la Nato ha preso posizione rispetto all'esito delle urne. Per il segretario generale Jens Stoltenberg la leadership di Washington ora "è più importante che mai" in quanto "un'Alleanza forte è una cosa buona sia per gli Stati Uniti che per l'Europa". "Affrontiamo una nuova sfida stimolante sulla sicurezza, compresi la guerra ibrida, i cyber-attacchi, la minaccia del terrorismo. La leadership Usa e' piu' importante che mai", ha detto Stoltenberg. "Non vedo l'ora di lavorare con il presidente eletto Trump," ha aggiunto. Durante la sua campagna elettoriale Donald Trump ha più volte criticato la Nato, parlando di "alleati passivi" e spingendosi fino ad ipotizzare un'uscita dall'Alleanza Atlantica. 

IRAN - "Il risultato delle elezioni negli Stati Uniti non ha alcun effetto sulle politiche della Repubblica islamica dell'Iran", ha invece dichiarato il presidente iraniano, Hassan Rohani. Per Rohani, "il risultato dell'elezione indica instabilità all'interno degli Usa e sarà necessario un lungo tempo per la rimozione di questi problemi e differenze interni".

IL VATICANO - La Santa Sede invece ha espresso "rispetto per la scelta espressa dal popolo americano, caratterizzata da una forte affluenza alle urne". "Facciamo gli auguri al nuovo presidente - ha  detto il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin - perché il suo servizio possa essere fruttuoso e assicuro anche la nostra preghiera che lo illumini e lo sostenga nel servizio della sua patria ma anche nel servizio del benessere e della pace nel mondo. C'e' bisogno - ha sottolineato il primo collaboratore di Papa Francesco - di lavorare tutti per cambiare la situazione mondiale che e' di grande lacerazione".