Donald Trump (Ansa)
Donald Trump (Ansa)

New York, 9 novembre 2016 - Colpo di scena all'alba: Donald Trump (stra)vince le elezioni Usa 2016  e sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti d'America. Il candidato repubblicano ha superato la soglia di 270  grandi elettori, necessaria per aggiudicarsi la corsa alla Casa Bianca. "Sarò il presidente di tutti", le prime parole del vincitore. "Trump è il nostro presidente, diamogli una chance", il succo del discorso di Hillary Clinton. Obama: "Io e Trump abbiamo idee diverse, ma ora facciamo tutti il tifo per lui. Bisogna unire il Paese". Si muove anche Bruxelles: domenica si terrà una riunione straordinaria dei capi delle diplomazie dell'Unione europea sui risultati delle elezioni Usa. I vertici di Bruxelles temono, soprattutto, per il futuro delle relazioni transatlantiche. 

IL SORPASSO -  "Per vincere ci vuole un miracolo", commentava a scrutinio appena iniziato lo staff del tycoon. Quel miracolo è arrivato. "Le elezioni non sono finite. Non mollate, andate a votare. Go Florida!", il tweet di Trump a urne ancora aperte. E proprio in Florida si è riacceso un discorso che i sondaggi della vigilia davano chiuso. Il primo mini-colpo di scena alle elezioni Usa ha subito affossato le borse asiatiche. Poi Ohio, North Carolina e ancora Georgia, Wisconsin. Con il sorpasso in Pennsylvania, dalla vittoria di passa al quasi-cappotto. Il controllo di Camera e Senato resta in mano repubblicana, così come accaduto nelle ultime elezioni Usa.

Trump presidente, il mea culpa del New York Times

IL DISCORSO DI TRUMP - "Sarò il presidente di tutti gli americani", ha detto Trump nel suo primo discorso dopo i risultati. Visibilmente emozionato, è salito sul palco dell'Hilton di New York, quartier generale della sua campagna, insieme alla famiglia al completo. "Sarò al servizio della gente", ha proseguito il tycoon. Che promette, prima a voce poi dal suo account Twitter: "I dimenticati di questo Paese da oggi non lo saranno più". Boato dalla folla di sostenitori in tripudio. Dopo aver seguito il voto in diretta, dalla ball room si è levato il grido "Usa, Usa". Sotto choc e in lacrime gli elettori della Clinton nelle foto rilanciate dalle agenzie nei quartier generali democratici. E mentre l'effetto Trump irrompe sui mercati, arrivano le reazioni dei leader internazionali. Tra i primi commenti quello del presidente russo Vladimir Putin che si è congratulato con il vincitore.

Trump, il presidente con in mano Congresso e Corte suprema

La squadra di Trump alla Casa Bianca / FOTO

Social scatenati, Berlusconi diventa biondo / FOTO

IL DISCORSO DI HILLARY - La grande sconfitta si presenta alle 17.40, con oltre un'ora di ritardo, per il suo discorso post-elettorale. Al suo fianco il marito Bill, la figlia Chelsea e il candidato vicepresidente Tim Kaine. "Grazie a tutti per questa campagna eccezionale, ho offerto a Trump la mia collaborazione", le sue prime parole. "Sono molto delusa, ma dobbiamo accettare il risultato", aggiunge. "Trump è il nostro presidente". Boato della platea quando cita Barack Obama: "Gli dobbiamo molto". Sembra commuoversi quando dice che "i nostri giorni migliori devono ancora venire". Infine l'apertura, netta: "Diamo a Trump una chanche".  Fino all'ultimo il suo staff sembrava non voler mollare: "Non è ancora finita", aveva detto il capo della campagna, John Podesta, quando ormai mancavano solo i risultati di tre Stati. E' stato lui a salire sul palco del Javits Center, a New York, dove era atteso un intervento della Clinton che non è mai arrivato. "Non abbiamo più nulla da dire per questa sera", la dichiarazione del manager a elezioni Usa ormai decise.   

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LE REAZIONI IN ITALIA

MELANIA TRUMP, DA MODELLA IMMIGRATA A FIRST LADY

OBAMA - I complimenti a Trump sono arrivati anche da Obama. Il presidente uscente degli Stati Uniti ha telefonato al presidente eletto americano per congratularsi per la sua vittoria e lo ha invitato alla Casa Bianca per un faccia-a-faccia domani, giovedì, in cui discutere della transizione di potere. "Abbiamo idee diverse, ma ora facciamo tutti il tifo per il suo successo nell'unire il Paese", ha detto Obama. "Sono orgoglioso di Hillary Clinton", ha aggiunto.

L'ATTESA - Dall'emailgate che ha visto coinvolta Hillary, allo scandalo delle frasi sessiste che ha investito il tycoon, fino alla mancata stretta di mano nell'ultimo duello tv, la campagna è stata aspra. Ora le elezioni Usa hanno un vincitore. Un magnate alla Casa Bianca. Sembra il titolo di un film, ma è solo la volontà degli elettori dello Stato più potente del mondo. Partiva sfavorito, Donald Trump. E la tensione si percepiva anche nel suo seggio di New York, dove il tycoon, con disinvoltura, dava una sbirciatina alla scheda della moglie Melania. L'occhiata, subito immortalata, finiva sui social network scatenando un putiferio. "Trump non è sicuro neanche del voto di sua moglie", il commento ironico più twittato. Social pieni, urne vuote, viene da dire ora. Man mano che passavano le ore, e arrivavano i risultati, cresceva la fiducia intorno al 'clan' del miliardario americano.

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IL TRIONFO - "Usa, Usa", si inizia a sentire verso le 2 e mezza (ora italiana) dalla grande sala ricevimenti dell'Hilton Midtown hotel, dove è stato allestito un palco con decine di bandiere americane, come piace al candidato repubblicano nelle occasioni solenni. Le elezioni Usa sono anche una ghiotta occasione di merchandising: non mancano gli stand per vendere materiale elettorale, comprese magliette, spille e cappelini rossi con lo slogan 'Make America great again'.  Il New York Times, non certo tra i giornali 'amici' di Trump, dice che il tycoon ha il 58% di possibilità di portare a casa la partita. "Non importa cosa accadrà, il sole sorgerà al mattino e l'America rimarrà ancora la più grande nazione al mondo", dichiara Barack Obama quando la notte democratica si sta tingendo d'incubo. Poi arrivano Florida, Ohio e Wisconsin. La stima del New York Times passa dal 58% al 95%. "E' una grande notte per l'America e per tutto il mondo", si sbilancia lo staff del tycoon. In tilt il sito dell'immigrazione del Canada, fuga di massa degli elettori democratici? Il sole sorge (in Italia), la Pennsylvania si colora di rosso repubblicano. Donald Trump ha vinto le elezioni Usa 2016.

 

Con il Minnesota e New Hampshire alla Clinton, e Michigan a Trump, si chiudono gli scrutini. Comunque il risultato di questi tre ultimi stati non avrà alcuna influenza sulla vittoria di Trump che ha già assicurati 290 grandi elettori (gliene bastavano 270) mentre Hillary Clinton è ferma a 218. Nel computo complessivo dei voti la Clinton al momento guida con circa 200mila consensi di vantaggio sul rivale  I RISULTATI STATO PER STATO

LA MAPPA 

 

 

IL VOLTO DI TRUMP SULL'EMPIRE STATE BUILDING

TRUMP, DAI MILIARDI ALLA POLITICA - "Sono cambiato", diceva Donald Trump all'indomani della sua discesa in campo, 2 anni fa. Il magnate ha vinto la sua scommessa alle elezioni Usa. Laureatosi alla Fordham University dopo aver frequentato la New York Military academy all’età di 13 anni, Trump si è sposato 3 volte e ha avuto 5 figli da due mogli diverse: tre con Ivana, dalla quale ha divorziato nel 1991, una figlia con Marla Maples divorziata nel 1999 e un ultimo figlio con Melania Knauss sposata nel 2005 e attualmente sua moglie. Forbes stima il suo impero immobiliare intorno ai 3,5 miliardi di dollari, ma per il tycoon quel patrimonio di miliardi ne varrebbe 10. Non tutti sanno che Trump è arrivato al successo dopo quattro bancarotte e molti passaggi imprenditoriali difficili, inclusa una causa per discriminazione razziale perché si rifiutava di voler affittare uno dei suoi appartamenti ad una donna di colore. Si è imposto come rottamatore, politica che sembra pagare da ambo le parti dell'Oceano, in guerra anche con gli stessi colleghi repubblicani (vedi i Bush). Nemico dei trattati commerciali e dell’immigrazione clandestina, è pronto ad aumentare le spese del Pentagono e ad abbassare le tasse, soprattutto alle grandi corporation. L'obiettivo è riportare e investire in America i trilioni di dollari parcheggiati all’estero. La "rivoluzione politica" tanto urlata in questi mesi ora ha anche la legittimazione popolare. La palla ora passa nelle sue mani. Dopo le parole, i suoi elettori aspettano i fatti. 

QUANDO TRUMP FACEVA IL WRESTLER