Donald Trump durante la campagna elettorale (Ansa)
Donald Trump durante la campagna elettorale (Ansa)

Washington, 13 novembre 2016 - Donald Trump ha intenzione di mantenere le promesse fatte durante la campagna per le elezioni Usa. Il prossimo presidente americano infatti ha ribadito che caccerà dagli Stati Uniti tre milioni di immigrati clandestini non appena si sarà insediato. "Si tratta di criminali, o pregiudicati, membri di gang, trafficanti di droga", ha spiegato il 45° inquilino della Casa Bianca intervistato dal programma '60 minutes' della Cbs. Incerte, per ora, le cifre. "Saranno due milioni di persone, forse tre, che cacceremo o metteremo in carcere". 

Quanto agli altri irregolari, il tycoon ha sostenuto che una decisione verrà presa dopo aver reso sicura la frontiera. Frontierà che verrà resa sicura attraverso la confermata costruzione del muro al confine col Messico. Trump ha tuttavia precisato che parte potrebbe essere realizzata come "recinzione", in accordo con quanto proposto dai repubblicani al Congresso che stanno cercando una mediazione su vari temi.

IL GABINETTO - Ma non è solo tempo di interviste per Donald Trump. Il tycoon infatti ha iniziato a comporre la sua squadra di governo partendo dall'incarico più importante: il capo di gabinetto (di fatto una sorta di premier/coordinatore della sua amministrazione) sarà Reince Priebus, attuale presidente del partito repubblicano, sin dalla prima ora tra i pochissimi esponenti del Grand Old Party non ostili a Trump. La nomina avrà effetto da mezzogiorno del 20 gennaio 2017 quando Trump si insedierà alla Casa Bianca. Trump ha anche nominato il capo della campagna elettorale Stephen Bannon, ex manager di Goldman Sachs e presidente del sito conservatore Breitbarb News, quale capo stratega e consigliere anziano della Casa Bianca. 

INCONTRO CON FARAGE - Inoltre, oggi, Trump ha incontrato il leader euroscettico britannico Nigel Farage. "Questo è un uomo con cui possiamo fare affari", ha twittato il tribuno dell'Ukip, accompagnando il post con l'immagine di lui e Trump sorridenti dinanzi all'ascensore dorato della Trump Tower. "Il suo sostegno al rapporto tra Usa e Regno Unito è molto forte. Sono convinto che sarà un buon presidente", ha scritto ancora Farage.

ANCORA PROTESTE - E continuano le proteste contro il magnate. I dimostranti sono convinti che le politiche del neo presidente mineranno i diritti civili, in particolare quelli delle minoranze etniche, sessuali e religiose, metteranno a rischio il sistema sanitario e ignoreranno i cambiamenti climatici. Gli episodi di intimidazione e intolleranza si stanno moltiplicando nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, tanto che l'organizzazione americana per la difesa dei diritti civili ha già registrato sul suo sito oltre 200 incidenti a carattere razzista dopo il voto. Lo speaker della Camera, Paul Ryan, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, condannando gli autori dei graffiti e delle aggressioni razziste ("non sono repubblicani, non li vogliamo nel nostro partito"). Ma il Paese resta profondamente diviso e la maggioranza degli elettori democratici (circa 60 milioni in tutto), secondo alcuni sondaggi, si rifiuta di riconoscere la vittoria di Trump, aggrappandosi anche al fatto che Hillary Clinton lo ha superato nel voto popolare.