Donald Trump (LaPresse)
Donald Trump (LaPresse)

New York, 10 novembre 2016 -  Anche se adesso ha trionfato soprendendo il mondo, Donald Trump dorme poco e lavora molto. Archiviate le elezioni Usa 2016 ,  gli restano due mesi per formare la sua squadra alla Casa Bianca e stendere l’ambiziosa agenda dei 100 giorni che permetterà all’America di "tornare grande". Se il muro col Messico rischia di aprire il cantiere con qualche ritardo, visto che i messicani non intendono pagare, fin dal primo giorno nello Studio ovale, Trump avrà almeno quattro priorità che lo attendono dopo le promesse elettorali.

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Si parte dalla cancellazione dell’Obamacare, per sostituirlo con un altro piano di assistenza assicurativo non più obbligatorio, ma privato e personale che si può comprare sul libero mercato senza il vincolo d’acquisto legato allo stato in cui si risiede. Trump non spiega se a parità di costi le coperture rimarranno identiche e includeranno le ‘condizioni preesistenti’, ma tra poche settimane scadranno i termini per il rinnovo dell’Obamacare e la sua dovrebbe diventare una gara contro il tempo per impedire che oltre 230 milioni di americani si trovino senza assistenza.

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Drastica riduzione delle tasse: Trump le vuole abbassare alle corporation facendole scendere dal 35 al 15%. Il suo obiettivo è inteso come stimolo all’economia, perché è convinto che con aliquote così basse potrebbero rientrare immediatmente in America trilioni di dollari che le grandi società conservano ‘legalmente’ in Paesi a tassazione agevolata. Questi soldi dedicati a nuovi investimenti nel made in Usa e alle infrastrutture, riporterebbero il lavoro nelle aree depresse che lo hanno perso durante le presidenze di Bush e di Obama.

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La rinegoziazione del North America free trade agreement Nafta avrà l’obiettivo di rendere più convenienti i trattati commerciali. Ha bisogno però della partecipazione degli altri firmatari ed è difficile che Canada e Messico accettino su due piedi, mentre potrebbe essere più provocatorio, ma più facile, cancellare la Trans pacific partnership che Obama ha strutturato con 12 Paesi del Pacifico, per nulla contenti di questa svolta protezionista degli Usa.

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Sull’immigrazione clandestina, Trump sembrerebbe sorvolare adesso sulla deportazione di 12 milioni di persone come aveva annunciato all’inzio della campagna elettorale. Si limiterebbe invece a rendere operative le leggi già esistenti per chi commette atti criminali o è già stato condannato. Ci sarebbe infine la cancellazione dell’intesa sul nucleare con l’Iran, ma anche per un attivissimo presidente degli Stati Uniti le giornate rimangono di 24 ore e non potrà fare tutto questo in nove settimane e mezzo.

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