Borse, Wall Street segna il record dopo la vittoria di Trump (Lapresse)
Borse, Wall Street segna il record dopo la vittoria di Trump (Lapresse)

New York, 10 novembre 2016 - Le Borse non solo hanno retto all'effetto elezioni Usa-Trump, ma c'è addirittura chi ha preso la via del rally. Wall Street ha aperto positiva e il Dow Jones è volato ai massimi di tutti i tempi a 18.732 punti, andando oltre il +0,77%. Lo S&P500 in avvio aumentava dello 0,60% a 2.176,27 punti e il Nasdaq dello 0,57% a 5.281,07 punti. Nuovo record del Dow Jones in chiusura: sale dell'1,18% a 18.808,42 punti, il Nasdaq perde lo 0,81% a 5.208,80 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,20% a 2.167,58 punti.

Dopo una mattina brillante hanno invece frenato le Borse europee, posizionandosi sulla parità. Al termine di una giornata di forte volatilità Londra ha segnato un calo finale dell'1,2%, mentre ha chiuso quasi invariata la Borsa di Parigi (-0,28%), con Francoforte in ribasso finale dello 0,15%. Seduta nervosa con chiusura praticamente invariata rispetto alla vigilia anche per Piazza Affari: l'indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,03% a 16.804 punti.

I principali listini hanno risentito della frenata di alcuni settori come utilities e tlc, quelli che più di tutti pagheranno l'impatto del rialzo dei tassi associati all'arrivo di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Del resto in America i prezzi dei Treasury anche oggi hanno continuato a scivolare, provocando un rialzo dei rendimenti. Il decennale, ad esempio, vede rendimenti in rialzo al 2,104% dal 2,070% di ieri, quando sono saliti sopra il 2% per la prima volta in nove mesi. A Piazza Affari sono andate male le Enel (-3,4%), le A2a (-5,1%) e le Snam (-4,9%), oltre che le Terna (-4,4%) e le Italgas (-7%). Hanno ingranato la retromarcia anche le Telecom Italia (-1,88%) e le Recordati (-3,2%), quest'ultime sotto la pressione dei realizzi dopo la volata della vigilia. Sono andate bene le azioni delle banche, che invece beneficeranno della ripresa dei tassi. Unicredit è salita del 2,87% nel giorno della diffusione della trimestrale. Come la vigilia hanno continuato a correre le Tenaris (+3,86%) e le Saipem (+2,68%).

Sul mercato dei cambi, il dollaro ha continuato a rafforzarsi. Il cambio euro-dollaro si è portato a 1,0869 (1,0944 ieri in chiusura), mentre quello dollaro-yen è salito a 106,78 (104,82). L'euro-yen vale 116,06 (da 114,71 yen). Infine il petrolio perde quota: il wti, contratto con consegna a gennaio, arretra dell'1,35% 45,32 dollari al barile.

Inversione netta anche delle Borse asiatiche che, dopo il crollo di ieri, rivalutano la vittoria di Trump alle elezioni Usa e chiudono la seduta con forti rialzi. Tokyo ha terminato le contrattazioni in rialzo del 6,72%, recuperando appieno il tonfo della vigilia, Sydney del 3,34% e Seul del 2,26%. Bene anche Hong Kong con un rialzo dell'1,89% dell'indic Hang Seng che chiude a 22.839,11 punti in rialzo di 423,9 punti.

Il Fondo Moentario Internazionale per ora non si sbilancia. "È ancora troppo presto per speculare su politiche specifiche. Dobbiamo attendere cosa succederà una volta" che Donald Trump "avrà assunto l'incarico" prima di fare "una valutazione", afferma il portavoce, Gerry Rice, rispondendo a chi gli chiedeva una valutazione sull'esito delle elezione Usa. "C'è stata un po' di volatilità, ma i mercati sembrano relativamente calmi". Il Fmi si attende che l'eccellente rapporto con gli Stati Uniti, maggiore azionista dell'istituto, continuino.