Il neoeletto presidente Usa Joe Biden e la vice Kamala Harris (Ansa)
Il neoeletto presidente Usa Joe Biden e la vice Kamala Harris (Ansa)

Roma, 10 novembre 2020 -  La notizia della vittoria di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti si è fatta attendere ma, a ufficialità pressoché assodata, puntuali sono arrivate le reazioni e i complimenti dei principali leader mondiali. Congratulazioni sia per il nuovo inquilino della Casa Bianca, sia per la sua vice Kamala Harris. C'è chi ha auspicato una fruttuosa collaborazione, chi ha visto nell'elezione di Biden un rafforzamento dell'alleanza transatlantica e chi ha parlato di priorità condivise. Ma qualcuno è rimasto in silenzio. All'appello, infatti, mancano ancora diversi big della politica internazionale e molti sono gli storici alleati di Trump.

Tra loro spicca il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, soprannominato da molti il “Trump dei tropici”. Il leader sudamericano non ha nascosto il suo endorsement per il tycoon e ha attaccato Biden definendo "disastrose" le sue affermazioni sul futuro del Brasile che, se dovesse continuare la devastazione dell'Amazzonia, rischierebbe di andare incontro a "significative conseguenze economiche" .

Un gelido silenzio anche dalla Russia. Prima del voto, Vladimir Putin aveva dichiarato che Mosca avrebbe lavorato con qualsiasi presidente eletto, ma finora dal Cremlino non è giunto alcun commento ufficiale. "Consideriamo corretto attendere i risultati ufficiali delle elezioni ", ha spiegato il portavoce Dmitry Peskov.  Biden non ha risparmiato critiche verso Mosca. Un mese fa infatti il neoeletto ha definito la Russia "la più grande minaccia alla sicurezza nazionale americana".

Da Mosca sono arrivate reazioni (opposte) dal leader dell'opposizione Alexei Navalny, che ha espresso le sue congratulazioni per Biden, e dal capo della commissione Affari internazionali della Duma, Leonid Slutsky, secondo cui è "improbabile" che l'elezione del democratico possa portare "aggiustamenti positivi alla politica di Washington verso la Russia".

Nessun messaggio nemmeno dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan che, come fa notare l'emittente 'Nbc', è stato un alleato 'a intermittenza' di Trump, con il quale in diverse occasioni è anche arrivato pubblicamente allo scontro. Fatto curioso: il ministero degli esteri di Ankara non si è ancora espresso sulle elezioni americane, ma si è congratulato con il vincitore delle presidenziali in Guinea. La vittoria di Biden non dovrebbe dare molti vantaggi alla Turchia; Washington potrebbe infatti inasprire la sua posizione contro l'interventismo militare turco.

Anche da Pechino ancora tutto tace. Durante l'amministrazione Trump le relazioni tra Cina e Stati Uniti sono peggiorate drammaticamente. Le diatribe riguardano temi delicati legati al commercio, al Coronavirus e ai diritti umani. La Cina aveva sottolineato di non voler entrare negli affari interni delle altre nazioni, ma in passato Biden ha definito il presidente Xi Jinping un "delinquente". Sicuramente questa potrebbe essere un'altra spiegazione alla mancata reazione ufficiale di auguri.

La Corea del Nord non si è espressa riguardo le elezioni americane. Tra Trump e Kim Jong Un i rapporti sono stati altalenanti ma l'elezione di Biden potrebbe non essere gradita: in passato i media di regime hanno affermato che il presidente eletto meritava una 'punizione' per avere insultato la dignità del Paese.

Silenzio pure dal vicino Messico. Il presidente Andrés Manuel López Obrador ha infatti dichiarato: "Riguardo alle elezioni Usa, rimarremo in attesa fino a  quando tutte le questioni legali non saranno risolte".

ll premier sloveno Janez Jansa invece ha avuto fretta e prima del previsto, con un tweet, ha inviato i suoi auguri al nuovo presidente Usa, per lui Donald Trump: "è chiaro che il popolo americano ha eletto #realDonaldTrump and @Mike_Pence per altri 4 anni. Più i media mainstream ritarderanno e negheranno i fatti e più grande sarà il trionfo per il presidente degli Stati Uniti". Non ha più corretto.