Washington, 6 novembre 2020 - Resta appeso a un filo il risultato delle elezioni Usa 2020, anche se nelle ultime ore la questione del conteggio dei voti sembra aver avuto una brusca accelerata e il pendolo sembra spostarsi dalla parte dei democratici. Si gioca ancora sugli Stati chiave e, nelle ultime ore, si è ridotto ulteriormente il distacco tra Donald Trump e Joe Biden in Georgia. La Cnn ha segnalato che al momento il candidato dem è avanti nello spoglio di 1.096 voti. Lo stato dà 16 grandi elettori e, da solo, non basterebbe a Biden per raggiungere i 270 voti necessari. Ma il candidato democratico è davanti anche in Arizona e Nevada e sta incalzando Trump in Pennsylvania. Trump, al contrario, se non vincesse in Georgia, dovrebbe vincere in tutti gli altri stati.

Elezioni Usa, ultime notizie: Biden avanti in Georgia, a un passo dalla vittoria

Biden: "Mantenete la calma"

Ieri, alle 22,30 ora italiana, ha parlato il candidato dem Joe Biden, chiedendo di avere ancora pazienza e promettendo che i risultati sull'elezione arriveranno "presto". "Mantenete la calma", ha detto Biden parlando da Wilmington, nel Delaware e dichiarandosi "sicuro" di diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti. A Biden - che parla e twitta già da presidente - servono 17 grandi elettori per potere coronare il suo sogno presidenziale: "Sia chiaro: ho fatto una campagna come un orgoglioso democratico, ma governerò come presidente americano", è il suo ultimo tweet.

image

Trump: "Se contate i voti legali ho vinto io"

Poco prima dell'una ora italiana ha parlato anche Donald Trump, nella prima apparizione pubblica dal discorso dell'Election Day, quando ha dichiarato la vittoria. "La battaglia del voto finirà alla Corte Suprema", ha assicurato. E ha continuato: "Se contate i voti legali ho vinto io. I sondaggisti hanno sbagliato, non c'è stata alcuna onda blu, c'è stata invece una grande onda rossa". Ancora: "Il nostro obiettivo è proteggere l'integrità delle elezioni, non consentiremo che ce le rubino", "che i nostri elettori siano silenziati", ha scandito. E ha annunciato un "incredibile, enorme numero di ricorsi", sostenendo di avere il sostegno della popolazione: "Ho ricevuto tante dimostrazioni di affetto" dalla gente.  Lo staff del tycoon, però, non sembra troppo ottimista: "La matematica non è dalla nostra parte, serve un intervento di Dio per cambiare la rotta", ha detto un consigliere di Trump alla Cnn.

image

Ma Brian Williams, anchorman della Nbc, ha interrotto la diretta della conferenza stampa per correggere live le affermazioni del presidente, quando ha affermato che "se contiamo i voti legali, vinco facilmente io". "Siamo nella posizione inusuale non solo di dover interrompere il presidente degli Stati Uniti, ma anche di dover correggere il presidente degli Stati Uniti. Non ci sono stati voti illegali per quanto ci risulti e non c'è stata una vittoria di Trump, per quanto ci risulti". 

image

Focus: i grandi elettori e il sistema elettorale

Giudici contro Trump

Mentre Trump ha schierato la massima potenza di fuoco dei suoi avvocati per cercare di arginare l'ondata dei voti per posta che sembrano nella stragrande maggioranza finire nel forziere di Biden, finora non ha trovato giudici dalla sua parte: sono stati bocciati tre ricorsi su cinque. Michigan, Pennsylvania (dov'è intervenuta la Corte suprema statale) e Georgia. La campagna di Donald Trump ha chiesto a un giudice federale di fermare il conteggio dei voti a Filadelfia, in Pennsylvania, sostenendo che agli osservatori repubblicani sarebbe stato impedito di monitorare le operazioni di spoglio delle schede. 

La mappa live

(l'articolo continua sotto)

 

 

Elezioni Usa, i 5 Stati in bilico

ARIZONA - Dieci Grandi elettori. E' piuttosto indietro nello spoglio. Mancano ancora 450mila voti, di cui 300mila dalla popolosa contea di Maricopa dove si trova Phoenix. Lo stato non conteggia i voti ricevuti dopo l'Election Day, che Trump ha contestato altrove. In un'intervista alla Cnn il segretario di Stato dell'Arizona, Katie Hobbs dichiara che solo nella giornata di venerdì avremo un "quadro più chiaro" sul risultato del voto in Arizona, dove lo spoglio è all'86% e vede Joe Biden in testa con il 50,5% contro il 48,1% di Donald Trump.

GEORGIA - Sedici Grandi elettori. Biden ha superato lo sfidante Trump. La Cnn ha infatti segnalato che al momento il candidato dem è avanti nello spoglio di 1.096 voti.

NEVADA - Sei Grandi elettori. Una vera e propria sciarada. Lo stato accetterà fino al 10 novembre il voto via posta, ammesso che abbia il timbro postale fino a 3 novembre. Il Nevada non comunicherà i risultati definitivi delle elezioni presidenziali prima del fine settimana, comunica la segretaria di Stato Barbara Cegavske, la quale ha spiegato che mancano circa 190.150 schede da scrutinare, il 90% delle quali provengono dalla contea di Clark, quella della città di Las Vegas, di tendenza democratica. In Nevada rimane da scrutinare circa il 15,5% delle schede: 123.554 voti postali e 66.596 schede depositate nei seggi di persona. Il numero dei voti postali potrebbe aumentare nei prossimi giorni in quanto fino a martedì prossimo verranno accettate le nuove schede che giungeranno con un timbro postale del 3 novembre o precedente. Biden, qui, è in vantaggio ma solo di 11mila voti: la partita è del tutto aperta. E lo sarà anche dopo, perché il perdente tra i due ha diritto a presentare eventuale ricorso e i legali di Trump sembrano orientati a farlo, se a perdere dovesse essere il loro assistito.

NORTH CAROLINA - Quindici Grandi elettori. E', tra questi, il paese con un risultato più consolidato, perché Trump è avanti di 75mila voti sul uno spoglio del 95 per cento. Non dovrebbe fornire altri risultati prima della prossima settimana, perché sta attendendo circa 116mila voti in assenza. 

 PENNSYLVANIA  - Venti Grandi elettori. Joe Biden accorcia le distanze su Donald Trump. Il presidente è avanti di soli 97.000 voti a scrutinio ancora aperto con il 50,1% dei consenti. Biden ha il 48,6%. Secondo la segretaria di stato Kathy Boockvar i risultati potrebbero arrivare questa notte.

I voti postali in ritardo

Sono oltre 150 mila i voti postali che non sono stati consegnati entro il 3 novembre, giorno delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, stando ai dati analizzati dal Washington Post. Oltre 12 mila delle schede non giunte in tempo arrivano dagli Stati ancora in bilico e il numero complessivo potrebbe crescere ancora nei prossimi giorni. Se in Arizona e Georgia le schede giunte in ritardo non sono considerate valide, negli altri tre Stati in bilico - North Carolina, Pennsylvania e Nevada - vengono contati tutti i voti postali con data del 3 novembre o precedente. Ciò significa che in tali Stati i tempi per completare lo spoglio potrebbero protrarsi più del previsto.