È una prova d’amore. Parole richieste e quasi dettate, che però fissano un punto fermo. Dopo lo smarcamento di ieri, il Cavaliere ha preteso un appoggio esplicito, puntualmente arrivato: "Il centrodestra è compatto e convinto nel sostegno a Berlusconi", sottolinea Matteo Salvini. Non significa che la riserva verrà ufficialmente sciolta oggi a Villa Grande, nel vertice del centrodestra, anche se la pagina sul leader forzista pubblicata su il Giornale dall’inequivoco titolo ’chi come lui?’ per conto di un dipartimento del partito, certifica che non ha rinunciato al scrivere il suo Romanzo Quirinale. "Non solo garantisco stabilità in Italia, ma anche in Europa – i...

È una prova d’amore. Parole richieste e quasi dettate, che però fissano un punto fermo. Dopo lo smarcamento di ieri, il Cavaliere ha preteso un appoggio esplicito, puntualmente arrivato: "Il centrodestra è compatto e convinto nel sostegno a Berlusconi", sottolinea Matteo Salvini. Non significa che la riserva verrà ufficialmente sciolta oggi a Villa Grande, nel vertice del centrodestra, anche se la pagina sul leader forzista pubblicata su il Giornale dall’inequivoco titolo ’chi come lui?’ per conto di un dipartimento del partito, certifica che non ha rinunciato al scrivere il suo Romanzo Quirinale. "Non solo garantisco stabilità in Italia, ma anche in Europa – i ragionamenti di Silvio –. Ieri sera ho cenato con il capogruppo del Ppe, Manfred Weber, che mi ha assicurato il sostegno di quella grande famiglia". Non significa che arriverà alla prova del voto: l’ipoteca sull’ultimo passo è la paura di una figuraccia in aula. Tabulati alla mano, conferma il suo ’cacciatore di voti’ Vittorio Sgarbi, gliene mancano tanti. "Finché Silvio c’è, ogni trattativa è bloccata – riassume il centrista Osvaldo Napoli –. O si riparte da zero, o si rischia che ogni gruppo vada per conto suo".

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A destra non è facile nemmeno ripartire da zero. Gianni Letta si schiera apertamente per un candidato unitario: invita "i grandi elettori a ispirarsi alla lezione giunta dalla commemorazione di David Sassoli e guardare agli interesse del Paese, non alle differenze di parte". Di altro avviso Salvini: "Il candidato deve essere di centrodestra". Da settimane lo storico consigliere tenta di convincere Silvio a fare un passo indietro: possibile che l’appello sia diretto anche a lui, che pure ieri ha visto. Fermo restando che per Berlusconi il nome migliore in campo è il suo, non è affatto escluso che anche per lui la seconda migliore ipotesi sia un identikit condiviso. Del resto Renzi, i cui contatti con Salvini sono intensi, da un lato sconsiglia il Cavaliere di correre: "Fossi in lui, eviterei la conta", dall’altro apre uno spiraglio più grande del solito a Draghi: "È il giocatore più rispettato in Italia e nel mondo. Se sta a Palazzo Chigi sono contento, se va al Quirinale sono contento".

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Queste parole assieme a quelle pronunciate mercoledì da Salvini ("Non ci sarà crisi, chiunque sia il premier") diffondono un minimo di ottimismo in casa Pd: "C’è qualche segnale positivo", sottolinea Letta. Al Nazareno si calcola che una volta rimosso l’ostacolo Berlusconi o per rinuncia o per una sconfitta in aula, il contraccolpo nel centrodestra sarà pesante, tanto da rendere poco probabile il lancio nella coalizione di candidati ’autoctoni’ di seconda fila come la Casellati o Pera. Le sole ipotesi unitarie in campo resteranno quelle sponsorizzate dal leader Pd: Mario Draghi oppure il bis di Mattarella, cui parte della maggioranza non ha rinunciato, che in realtà appare poco realistico. Nell’attesa di vedere se i suoi calcoli sono giusti, il leader Pd deve riuscire a portare dalla sua parte i 5 Stelle che prendono tempo: "Mai con Berlusconi", ripete Conte, in difficoltà con i gruppi, che assicura di dialogare con il centrodestra. "Faremo il nome quando lo avremo". In compenso l’ex premier dichiara che la candidatura risponderà a criteri precisi. Quali? "Li stiamo mettendo a punto".