Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi (Ansa)
Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi (Ansa)

Roma, 14 gennaio 2022 - Il centrodestra è pronto a candidare Silvio Berlusconi al Quirinale. I suoi leader hanno infatti convenuto che il Cavaliere è "la figura adatta a ricoprire in questo frangente difficile l'Alta Carica con l'autorevolezza e l'esperienza che il Paese merita e che gli italiani si attendono - si legge in una nota congiunta -. Gli chiedono pertanto di sciogliere in senso favorevole la riserva fin qui mantenuta". La decisione sulla prossima elezione del preisdente della Repubblica è arrivata al termine dell'incontro svoltosi a Roma, a cui hanno preso parte, oltre allo stesso Berlusconi, Matteo Salvini (Lega), Giorgia Meloni e Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia), Antonio Tajani e Licia Ronzulli (Forza Italia), Lorenzo Cesa (Udc), Maurizio Lupi (Nci)

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"Le forze politiche del centrodestra lavoreranno per trovare le più ampie convergenze in Parlamento e - si legge ancora nel comunicato - chiedono altresì ai presidenti di Camera e Senato di assumere tutte le iniziative atte a garantire per tutti i 1.009 grandi elettori l'esercizio del diritto costituzionale al voto". La prossima settimana dovrebbe esserci un nuovo vertice di centrodestra a Villa Grande tra Silvio Berlusconi e i suoi alleati per verificare i 'numeri' in Parlamento sulla candidatura del Cav al Colle.

Salvini: "Si vedrà se ha i numeri"

"Il centrodestra è squadra compatta", commenta Salvini. "Berlusconi può non piacere, ma è stato eletto tre volte per fare il presidente del Consiglio e non si capisce perchè non abbia il diritto di proporsi - aggiunge il leader del Carroccio a Isoradio -. Si vedrà se ha una maggioranza, ma io non mi permetto di dire agli altri questo sì questo no. Io dialogo con tutti, il mio obiettivo è scegliere in fretta una candidatura più possibile condivisa. Mi interessa fare una scelta veloce con centrodestra compatto".  Berlusconi "è in forma, ci metterei la firma ad arrivare così a 85 anni", conclude.

La replica di Pd e M5s

Immediata, però, arriva la replica del Pd. "Ripeto quello che ho sempre detto, il candidato deve essere unitario e non divisivo. Non deve essere un capo politico, ma una figura istituzionale", dice il segretario Enrico Letta. Dal Nazareno filtra "delusione e preoccupazione per le conseguenze" che la scelta del centrodestra potrà avere.

"Mi sento di escludere" che nel segreto dell'urna voti M5s possano andare all'ex premier, dice invece Giuseppe Conte, ribadendo di sperare che "questa candidatura non si aufficializzata perché essendo di parte rallenterebbe le trattative che sono in corso per arrivare a una soluzione e a una personalità quanto più ampiamente condivisa". Se l'ex Cavaliere resterà in campo - aggiunge Conte - "il fronte progressista proporrà una candidatura diversa o comunque ragioneremo insieme". Berlusconi, ribadisce, "non appare compatibile con i nostri principi e valori e con l'obiettivo di trovare una candidatura condivisa". Di "candidatura irricevibile" parla anche LeU, mentre per Matteo Renzi si tratta di "melina, catenaccio a centrocampo". Il centrodestra - dice il leader di Italia Viva - "lo tiene lì per motivi tecnici".

Intanto il Popolo Viola ha fatto sapere che tornerà in piazza il prossimo 25 gennaio, "secondo giorno delle votazioni, una volta che avremo constatato che il peggiore incubo che possa capitare alla democrazia italiana sia davvero accaduto". "Sembra di vivere un brutto film giá visto, con il Cavaliere Nero come protagonista, ma noi non ci stiamo", dicono dal coordinamento del movimento politico.