LA SCIENZA non è una opinione, neppure nell’Italia divisa sui vaccini tra obblighi, non obblighi, mezzi obblighi, obblighi ma anche no. La stessa Italia che dalla scienza, dalla ricerca, dai giacimenti del sapere continua a estrarre meraviglie di cui, troppe volte, sembra non saper che farne. Quasi impaurita, se non incapace, di trasformare genio, intuizione e lavoro in occasioni di crescita e sviluppo. L’Italia della scienza ha la faccia, per esempio, di Alessio Figalli, romano, 37 anni, vincitore della Medaglia Fields, il Nobel della Matematica. Lavora per il politecnico di Zurigo, ma ha studi col Dna tricolore: liceo classico a Vivona, laurea alla Normale di Pisa.

O quella di Roberto Orosei, Reggio Emilia: lavora all’istituto di radioastronomia nel capoluogo emiliano, è il responsabile scientifico del radar Marsis e fa parte del team che ha scoperto l’acqua su Marte. Assieme a Enrico Flamini dell’Agenzia spaziale italiana, la coordinatrice della ricerca Elena Pettinelli (Università Roma Tre) e giovani ricercatori precari come Elisabetta Mattei, Barbara Cosciotti, Sebastian Lauro e Federico Di Paolo. Eccellenze, si dirà. Sì, ma non di un mondo a parte.

SEMMAI un mondo che porta fuori dall’ozio della retorica dei cervelli in fuga per dire che è un bene che l’intelligenza circoli, andata e ritorno, in giochi senza frontiere. Per dire che merito e competenza contano. Per dire che la ricerca, lo sviluppo, la capacità di costruire possono fare la differenza. Specie se si agevola l’incontro virtuoso tra grandi università, capitali privati e spirito imprenditoriale. Gli esempi non mancano come dimostra, per non allontanarsi dal tema vaccini, la corsa della produzione farmaceutica italiana che quest’anno, con 31,2 miliardi contro 30, ha sottratto la leadership alla Germania. C’è un altro ingrediente fondamentale per ogni Paese che si ponga il problema del proprio sviluppo: sbloccare l’ascensore sociale. Consentire a chi ha merito e talento di salire in alto partendo dal basso. Sono temi da agenda di governo. Il decreto Dignità – che tra le altre cose rischia di fermare progetti di ricerca triennali con il blocco dei contratti a 24 mesi –, la flat tax, il reddito di cittadinanza potrebbero offrire occasioni importanti. Se non diventeranno solo mezzucci per sbarcare il lunario.