Come previsto, anzi come scontato, alcuni antiproibizionisti hanno obiettato, al mio editoriale di ieri sui danni provocati dalla cocaina, la consueta argomentazione: se la vendita della droga fosse libera, il fenomeno sarebbe controllato, eccetera eccetera. È una tesi che non condivido, ma il punto non è questo: ciascuno la pensa come crede. Quella che invece a mio parere è centrale è una domanda: perché nessuno – tantomeno il fronte antiproibizionista – si impegna in una massiccia campagna di informazione sui danni provocati dalla droga, da tutte le droghe? Una campagna come quella fatta contro le sigarette? 

La droga fa male, e farebbe male anche se fosse legale. Che cosa sarebbe cambiato, a Bologna, se le ragazze usate (è il caso di dir così: usate) per i festini porno avessero assunto cocaina comprata in farmacia anziché in una strada? È questo l’obiettivo? Togliere i guadagni a un pusher per darli a un farmacista che paga le tasse? Posso anche capire. Ma sai che cosa cambia, nel cervello di chi si fa.

Il problema non è la legalizzazione, né (viceversa) chiedere sanzioni per chi consuma. Il problema è che non si vuole fare una campagna massiccia, martellante sui danni provocati dalla droga. Ho citato prima quella fatta contro il fumo delle sigarette: avrete tutti presente come è stata intensa: dai divieti di fumare (ormai quasi ovunque) alle scritte sui pacchetti: il fumo uccide, il fumo provoca il cancro, il fumo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, eccetera. Bene, è ora di dire anzi di gridare l’ovvio: e cioè che la droga fa molto più male delle sigarette. E non solo a chi la assume: leggete che cosa dice Gianfranco Bernabei, il questore di Bologna.

E le campagne contro l’obesità, contro l’alcol, contro le carni rosse? E quelle contro la plastica? E quelle contro il surriscaldamento del pianeta? E quelle contro l’abbandono degli animali? E quella dei nostri giorni sull’uso delle mascherine e sul distanziamento? Tutte campagne sacrosante, ma perché non c’è analogo impegno contro la droga? E perché – in un’era in cui la Scienza è il nuovo Dio, non si ascoltano gli uomini di scienza sui danni provocati dalla droga al cervello? Gli psichiatri, i neurologi, tutti? Perché in un’era di perfin eccessivo salutismo si parla così poco della droga?

Ecco: se chi si batte per la liberalizzazione dimostrasse pari zelo nell’esortare tutti a non drogarsi, forse sarebbe più credibile.