Ma un Paese in cui il tempo per vestirsi e svestirsi deve essere conteggiato nell’orario di lavoro, è davvero un Paese in cui si fa fatica a trovare un posto? Raccontiamo oggi, in queste pagine, della sentenza con cui la sanità pubblica marchigiana è stata condannata a pagare 750.000 euro di arretrati agli infermieri riconoscendo loro venti minuti di lavoro in più (al giorno) per indossare il camice e per toglierselo. Le sentenze non si discutono, e ci mancherebbe altro. Così come nessuno vuole accanirsi sugli infermieri, anzi: fanno un mestiere importante e spesso ingrato.

Ma un Paese in cui si ha fame di lavoro, non si guarda l’orologio: tantomeno si considera lavoro il rito, o meglio l’elementare esigenza, della vestizione. Mi viene in mente quel che mi raccontò, pochissimi anni fa, il direttore di una catena di grand hotel romagnoli. Cercava cinquanta persone per posti di bagnino, cameriere, maestro di tennis, addetti alle spa eccetera: lavori anche molto ben retribuiti. Cercava, per quei posti, persone che sapessero il russo, perché nella sua clientela ci sono molti russi. Sapete quanti risposero all’appello? Zero. Questo signore andò allora a San Pietroburgo e a Mosca, ai nostri consolati, chiedendo se ci fossero italiani che stavano lavorando in Russia e che potevano essere interessati a tornare in patria. Risposta: zero.

Sapete come andò a finire? Che assunse cinquanta russi che parlavano italiano. E lo parlavano perché avevano talmente fame di lavoro che si erano messi a studiare la nostra lingua. La stessa fame la avevano, sessanta e cinquant’anni fa, molti ex pescatori romagnoli che firmando ettari di cambiali avevano messo su una pensione familiare a Rimini o a Cesenatico o a Milano Marittima, e di notte studiavano il tedesco per riempire quelle pensioni di clienti. Così nacque il miracolo italiano: per fame. Poi la nostra pancia si è riempita, mentre si sono svuotate - ad esempio - le scuole professionali che formano i giovani per lavori che più nessuno dei nostri figli - todos caballeros - hanno minimamente intenzione di fare.