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22 mag 2022
Editoriale

Stessa spiaggia stesso mare e stessa gente

michele brambilla
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Michele Brambilla

Si torna a parlare di spiagge. Perché una normativa sulle concessioni balneari può far cadere il governo, e poi perché fa caldo e le nostre riviere sono prese d’assalto. Difficile trovare posto in questi giorni. E siamo solo a maggio. Lo diamo per scontato. Tutti gli anni è così. Ma se è vero che il nostro mare non può competere con quello della Sardegna e neanche con quello della Toscana e tanto meno con quelli del Sud, e se è vero che non ci sono le scogliere, e che c’è un sacco di gente e i paradisi naturali sono un’altra cosa, e che ci sono tanti alberghi lungomare che sembrano dei casermoni, e che dall’ombrellone di colline ce ne sono poche, ma allora perché si va in Romagna?

Forse perché si mangia bene? Si mangia bene quasi ovunque, in Italia. Forse perché i prezzi sono convenienti? Ce n’è di più economiche, di spiagge, anche all’estero. Sarà allora forse perché è vicina? Ma no: da Milano e ancor più dalla Germania si arriva prima in altre riviere.

È che in Romagna ci sono i romagnoli. Che sono gentili, accoglienti, che non fanno pagare due euro in più una bottiglia di vino bianco perché era in frigorifero, che non sono infastiditi se arrivano i forestieri. Eccetera. Ma non è solo quello.

È che in Romagna si respira un’allegria, un sapere vivere; è che si percepisce un’accoglienza che non è affettata, non è una strategia per catturare i clienti. Sapete perché negli anni Sessanta, quando la Germania cominciò a risollevarsi dalle macerie della guerra, molti tedeschi scelsero la Romagna per le loro vacanze estive? Perché subito dopo la fine di quella guerra in Romagna erano stati prigionieri, dopo la caduta della Linea Gotica. E si erano sentiti trattati con tale umanità, dalla gente del posto, che di quel popolo si erano innamorati. Sembra un paradosso: una prigionia dopo una guerra persa dovrebbe far scattare una rimozione verso il luogo in cui s’è stati detenuti. E invece.

Nel 1968, l’anno caldo, a Milano Marittima alcuni estremisti danneggiarono le auto dei tedeschi. "Nazisti, tornatevene a casa vostra a mangiar patate", veniva scritto con la vernice sulle carrozzerie. In Germania scattò l’indignazione popolare: mai più in vacanza in Italia. Un albergatore di genio, Federico Tiozzi, organizzò un “treno dell’amicizia“: con alcuni colleghi andò in Germania a offrire una settimana di vacanza gratis per ogni tedesco ritenuto meritevole dal suo governo. Riscoppiò l’amore.

Credo che siano tratti umani, questi, comuni in tutta la regione. Ogni terra ha una propria diversità, che a volte diventa chiusura. La diversità degli emiliano-romagnoli è invece apertura, accoglienza. Detto da un lombardo.

 

 

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michele brambilla