Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet Accedi al tuo account Clicca qui per accedere al tuo account WhatsApp Canale YouTube
Economia Sport Motori Tech Magazine Moda Salute Itinerari

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

L'uomo col maglione

di PAOLO GIACOMIN
Ultimo aggiornamento il 22 luglio 2018 alle 08:31
Marchionne nell'ultima sua apparizione pubblica, il 26 giugno (Ansa)

Roma, 22 luglio 2018 - Sergio Marchionne prende il volante della Fiat nel 2004, lascia quella di Fca quattordici anni dopo. La prima era un’azienda ferma al palo, la seconda una multinazionale che marcia. Sedi a Londra e Amsterdam, cuore e storia a Torino. Il maglioncino nero – «Non blu, ma siete tutti daltonici?» – con il piccolo tricolore cucito sul polsino – «Lo porto con orgoglio, io» – ne fanno subito un’icona prima di conoscere azioni e parole del manager italo-canadese che non lascerà mai la strada maestra della competizione globale, del cambiamento e della crescita. Marchionne spezza schemi e comfort zone, sfrutta ogni possibilità che gli si pari davanti pur di essere più forte. A costo di rompere usi consolidati, fossero quelli con i sindacati o i rapporti con Confindustria. Pensiero differente, visione e coraggio sono parole ricorrenti nel suo lessico. Specie quando parla ai più giovani: «Cercate da soli la vostra strada, cambiatela tutte le volte che volete, seguite i vostri sogni – dirà agli studenti dell’università di Trento in occasione della laurea ad honorem in ingegneria industriale –. Non lasciate che l’educazione, le abitudini, i vostri stessi preconcetti diventino una prigione. Abbiate sempre il coraggio di cambiare voi stessi, le vostre idee, il vostro approccio, il vostro punto di vista, perché è l’unico modo per cambiare... le cose che non vanno e per migliorare la vostra vita e quella di tanti altri... Pensate a quale impronta volete lasciare, a quale differenza volete fare».

Marchionne, l'uomo che ha rivoluzionato l'auto: così trasformò la Fiat - di G. TURANI

Fare la differenza, come misura quotidiana del proprio agire. E poi il mercato. Libero, necessario. Mai sufficiente. «Il perseguimento del mero profitto scevro da responsabilità morale – disse alla premiazione della Rotman European Trading Competition, alla Luiss di Roma – non ci priva solo della nostra umanità ma mette a repentaglio anche la nostra prosperità a lungo termine... Creare le condizioni per un cambiamento virtuoso è la sfida del nostro tempo». Sfida aperta, non l’unica: i quattordici anni di Marchionne alla Fiat-Fca sono anche una corsa per la competitvità, contro gli ostacoli che condannano il Paese alla bassa crescita. Quando Fca decise di spostare le sedi dall’Italia molti si strapparono le vesti. Pochissimi si posero una domanda: cosa dovrebbe fare l’Italia per attirare imprese, come fanno altri paesi dell’Unione europea? O, più semplicemente, cosa non fare per evitare che quelle italiane traslochino o chiudano? Quel che fosse andato bene a Fca, avrebbe fatto bene anche all’Italia.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.