C’è un altro virus che ci sta avvelenando oltre a quello cinese, e ci sta avvelenando da molto più tempo. È anche più insidioso, perché quando ne siamo colpiti non ci accorgiamo, anzi pensiamo di star meglio. Ed è anche un virus che fa molte, molte più vittime. È il virus della fake news, della balla cosmica spacciata per verità, del complottismo. Secondo l’ultimo rapporto dell’Eurispes, la Shoah "non è mai avvenuta" per il 15,6 per cento degli italiani. Nel 2004, i negazionisti erano 'solo' (usiamo le virgolette perché comunque troppi) il 2,7. Provate a pensarci: che cosa è cambiato dal 2004 ad oggi?

È cambiato che l’informazione è passata dai tanto vituperati giornali ai liberi, democraticissimi social, dove come diceva Umberto Eco l’opinione di un ubriaco vale come quella di un premio Nobel (il famoso "uno vale uno", che poi è diventato "uno vale l’altro"). Ciascuno, sui social, non solo dice, ma assicura, giura, sentenzia: magari è un anonimo, magari è un cialtrone acclarato, ma non importa, quello che viene scritto dalla mitica 'gente' è sicuramente vero. Così, oltre al 15,6 per cento di italiani certi che la Shoah sia un falso storico (e un altro 16,1 per cento che ne ridimensiona la portata) abbiamo un 34 per cento di italiani che ritiene "giustificata" l’evasione fiscale, un 53,2 che ritiene insicura la propria città (che per carità, i furti in casa ci sono: ma di Bronx anni Trenta non ce ne sono in giro molti) e non oso pensare quanti siano convinti che l’uomo non è mai stato sulla Luna.

In questi giorni, a proposito di virus cinese, gira su WhatsApp un audio di un tale, con accento emiliano, che sostiene che "non vi stanno dicendo la verità", che il virus "è stato prodotto nei laboratori militari", che c’è un "paziente zero" (il primo untore) che non risulta censito, che "a Roma è atterrato un aereo pieno di malati gravi ma hanno tenuto nascosto la notizia". Chi è questo signore che parla con tono tanto assertivo, tanto convincente, che spara numeri impressionanti con altrettanto impressionante precisione? Un anonimo. Eppure molti gli credono, come credono sempre a tutto ciò che instilla il dubbio, su ogni fatto, di un complotto mondiale ordito per fregarci. E così ci costruiamo un comodo alibi per i nostri fallimenti: è sempre colpa di qualcun altro. E a proposito di complotti, visto che vengono sempre tirate in ballo le industrie farmaceutiche, ecco: speriamo che trovino un vaccino anche contro il bufalavirus.