Stando al sondaggio di Antonio Noto che pubblichiamo oggi, la maggioranza degli italiani ritiene che se la Chiesa cambiasse sul celibato di preti e suore e sul sacerdozio delle donne recupererebbe attrattiva, e le chiese tornerebbero a riempirsi. Non dubito del sondaggio di Noto, nel senso che non dubito che gli italiani la pensino così. Ma dubito, e fortemente, che sia quella la causa delle chiese vuote.
Le varie Chiese protestanti, infatti, ammettono il matrimonio dei loro pastori: ma non sono meno in crisi - quanto a carenza di fedeli - di quella cattolica (anzi). La Chiesa anglicana, poi, ha donne preti e perfino vescovi, o vescovesse non so come si dica, ma la sua influenza sul popolo è sempre più ridotta. Perché la questione del sesso sarà anche importante ma non va al cuore del problema, che è un altro. Cerco di spiegarmi.

L’uomo di oggi, almeno in Occidente, è sempre meno interessato alle «cose di religione» perché (come da decenni anticipato da alcuni filosofi, Severino ad esempio) affida la propria speranza di felicità a un altro dio: la Tecnologia. Si crede sempre di più che i progressi della scienza ci possano preservare da tanto dolore, e assicurare una vita lunga e agiata.

Quando poi si sbatte il muso contro la realtà, e ci si accorge che non tutto è risolvibile con un computer o una pastiglia, allora magari ci si imbatte nell’ineluttabile domanda sul senso della vita, e si va a cercare la risposta, spesso, negli interlocutori più bizzarri. Perché è in questo, a mio parere, che la Chiesa di oggi è debole. Dai pulpiti delle messe domenicali, ma anche dalle più alte gerarchie, si sente sempre più spesso parlare di morale: e neanche poi di sesso in realtà, ma di poveri, migranti, ambiente, magari anche di evasione fiscale e va benissimo per carità, ma cari preti e vescovi, parlateci qualche volta anche di Dio, e magari di Gesù Cristo, perché di questo l’uomo ha bisogno; e questa è la merce che avete da vendere. Ecco, credo che sia una certa reticenza sul Mistero il motivo di tanti abbandoni dei fedeli: non le questioni ecclesiali tipo celibato dei preti, che al massimo interessano appunto solo ai preti. (Fine della predica, della quale mi scuso, e che viene da un peccatore in perenne ricerca).