Ieri era la festa dell’Immacolata concezione di Maria. Che cosa celebra, la Chiesa cattolica, in questo giorno? Molti pensano la verginità della Madonna, che invece non c’entra nulla. Immacolata concezione vuol dire che Maria di Nazareth era stata concepita senza peccato originale, cioè senza l’inclinazione a poter scegliere il male. Secondo la Chiesa, a parte Gesù (che per la fede è Dio stesso fatto uomo) Maria è l’unico essere umano della storia senza peccato. Tutti gli altri, compresi i preti i cardinali i Papi i profeti e i santi, sono peccatori. Ma queste sono cose di fede, e non tutti ce l’hanno. Tutti, però, sono o dovrebbero essere dotati di ragione.

E dovrebbero chiedersi: ci vuole la Chiesa, che di solito è accusata di moralismo (e molto spesso moralista lo è stata) per ricordarci che non esiste e non è mai esistito nessuno senza macchia? Senza errori? Senza debolezze? Senza egoismo, meschinità, cattiverie, avidità? Il mondo di oggi sembra impazzito nella pretesa di un moralismo irreale. Ne è un esempio la cosiddetta – grottesca, tragicomica – cancel culture. Si abbattono le statue di eroi nazionali perché si scoprono, o si ricordano, atti o frasi contrari alla sensibilità di oggi; se poi si viene a sapere di qualche gesto sbagliato, si cancella il soggetto anche dalla toponomastica e dai libri di storia. Si fanno perfino sparire dai film, cartoni animati compresi, personaggi di cui si viene a conoscere un passato, appunto, non da immacolata concezione (cioè normale).

Ma sono anni che il moralismo ha contagiato l’intera società. Si rivendica di essere "una persona onesta", "una persona perbene", e nel momento stesso in cui si pronuncia una simile affermazione ci si contraddice, perché si dice una bugia. Pensiamoci bene: non abbiamo mai offeso, ferito nessuno? Non abbiamo mai parlato male di qualcuno? E quante volte abbiamo messo il nostro tornaconto davanti a tutto?

"Siamo tutti peccatori, anch’io", ha detto l’altro giorno papa Francesco parlando dell’arcivescovo di Parigi, che si è dimesso per una presunta relazione con una donna. Tutti peccatori. Invece la follia del nuovo moralismo pretende di dividere il mondo in buoni e cattivi, in onesti e disonesti, in candidabili e incandidabili. E il risultato è una gigantesca ipocrisia di massa, al cui cospetto impallidisce perfino il moralismo bigotto e clericale degli anni Cinquanta.

Ci sono donne e uomini, nella storia, che hanno compiuto opere grandiose per l’intera umanità, che hanno fatto del bene: e magari lo hanno fatto anche per riscattarsi da qualche piega nera che sentivano nell’anima. Celebrarli è doveroso, anche per quelle loro debolezze.