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Editoriale

Non mischiate il Quirinale con il Covid

michele brambilla

A pensare male, diceva Andreotti, si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai. Il nostro cattivo pensiero, in questi giorni, è il seguente: che le trattative fra i partiti di governo per decidere le misure anti-Covid si stiano intrecciando con quelle per la scelta del nuovo presidente della Repubblica. Vaccino obbligatorio? Ok se però al Colle mandiamo Tizio. Super Green pass obbligatorio sui posti di lavoro? Va bene, a condizione però che il nuovo capo dello Stato sia Caio. E così via. Veti e controveti, tattiche e giochi di Palazzo che sono sempre esistiti e sempre esisteranno: ma che in questo caso hanno il difetto di essere architettati sulla pelle dei cittadini.

Siamo infatti in una situazione pesante, l’ennesimo caos da due anni a questa parte. Abbiamo 170.000 nuovi contagiati al giorno, gli ospedali sono in difficoltà grazie a quei paladini della 'libertà' che sono i No vax, gli uffici della sanità pubblica sono intasati e non riescono a smaltire una mole di scartoffie senza precedenti, milioni di cittadini sono bloccati in casa da giorni o perché positivi o perché venuti a contatto con positivi, se andiamo avanti di questo passo ci metteranno in quarantena anche se avremo sentito parlare di un lontano parente che forse chissà, potrebbe essere positivo.

È chiaro che le norme attuali non vanno bene, bisogna cambiare e soprattutto semplificare. È lo stesso governo ad aver prolungato lo "stato di emergenza": e quando si è in emergenza bisogna deliberare in fretta, e tutti uniti.

Eppure i partiti che sostengono lo stesso governo trovano ogni giorno una differenza di vedute, un distinguo, un cavillo, un presunto principio irrinunciabile. E non par loro vero di poter aggiungere, ad ogni discussione, l’asso nella manica: il baratto con la scelta del successore di Mattarella.

E dunque? Dobbiamo aspettare i primi di febbraio per uscire dal delirio di questi giorni? Ma lo sanno, i partiti, che ci sono centinaia di migliaia di italiani che stanno benissimo, che sono negativi, che hanno fatto due o tre dosi di vaccino, e che non possono uscire di casa o andare a lavorare? Ma lo sanno che ci sono centinaia di migliaia di italiani che, dopo essere diventati positivi, non hanno mai ricevuto (o hanno ricevuto con un ritardo intollerabile) l’appuntamento per il tampone di fine isolamento? E che hanno dovuto ricorrere a centri privati spendendo anche 120 euro per un tampone? Lo sanno che in certi posti le mascherine Ffp2 sono in vendita a cinque euro l’una? Lo sanno quanto sta costando alle famiglie questo nuovo lockdown di fatto, in termini psicologici ed economici? Fate presto, cari politici: e tenete separate le due cose, il Covid e il Colle.

 

 

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michele brambilla