Sarà, domani, lunedì: il giorno più detestato della settimana, il più aborrito soprattutto dai lavoratori dipendenti, quelli del cartellino da timbrare. "Maledetto lunedì", canta Achille Lauro, "da sempre solo un gran casino", con "le persone tutte quante lì a far finta di star bene a casa". Di tutti i lunedì dell’anno, quello di domani è poi il più esecrato perché segna - per la maggior parte degli italiani - la fine delle vacanze. Si è infatti consumato ieri, e in buona parte si consumerà anche oggi, il tradizionale rito del controesodo, con le sue code in autostrada, i suoi bollini neri, i suoi servizi al tg con le interviste alla polizia stradale, eccetera.

E di tutti i lunedì del dopo-vacanze, questo sarà probabilmente il più odiato e condannato che si ricordi, perché corrisponde con la fine delle prime vacanze da vaccinati, quindi libere davvero: coincide con la fine del primo vero grande momento di respiro da un anno e mezzo a questa parte. E sarà per questo motivo anche temuto, il lunedì di domani: perché ancora non sappiamo davvero che cosa succederà in autunno, se ci ritroveremo poi, come l’anno scorso, in mezzo all’ennesima ondata. Maledetto lunedì.

Eppure c’è anche un grande sollievo, nella fine delle vacanze e nel ritorno alla vita di sempre. Sarà perché si invecchia - e qualcuno invecchia peggio degli altri - ma il far e disfare le valigie, il ritrovarsi a cambiare più volte il letto e il bagno, lo stare magari su una sciccosa ma scomodissima barca, il dover dipendere dal traffico e dalle previsioni del tempo, e infine l’inevitabile senso di delusione quando si confrontano le aspettative con quanto trovato e si dice "tutto qui?"... Se è vero che a ciascun giorno basta la sua pena, vuol dire che anche nei giorni di vacanza abbiamo una pena.

E sarà sempre perché si invecchia, ma non è poi così vero che a casa propria si fa finta di star bene. Sarà perché si invecchia, ma la vita “normale“, quella di tutti i giorni, appare rassicurante: magari non esaltante, ma rassicurante. Calcisticamente parlando, un buon pareggio: muove la classifica.

Vacanza significa "essere vacante": la sua etimologia richiama al vuoto. Certo un vuoto che si può riempire in modo piacevolissimo: l’errore non è disprezzare questo vuoto, l’errore è maledire il suo contrario, cioè la vita piena di tutti giorni, la vita che dura almeno undici mesi all’anno. In una parola, la realtà.

Vivere tutto l’anno aspettando le vacanze è vivere male. E maledire il lunedì è maledire la nostra stessa vita, e quindi in fondo noi stessi, quel che abbiamo saputo costruire.

Domani è lunedì, e possiamo aggiungere un: meno male.