Ma gli italiani lo sanno che c’è un’emergenza ben più grave di questa Omicron? E che incide molto di più sulle tasche di tutti noi? E che il governo non sta facendo nulla per affrontarla?
Questa emergenza si chiama aumento – anzi, impazzimento – dei costi delle materie prime. Dei costi della produzione industriale. Che poi, a cascata, significa dei prezzi di tutto ciò che consumiamo e che ci serve per vivere. Significa crisi e addirittura chiusura di alcune aziende, con conseguente perdita di posti di lavoro. Altro che occuparsi di quarantene e tamponi. Volete qualche esempio di questo impazzimento?

Comincio da una cosa che ci tocca da vicino, perché il dato è clamoroso. Il costo della carta, da gennaio 2021 a gennaio 2022, è raddoppiato. Rad-dop-pia-to. Vi pare possibile? Il governo dice (giustamente) che mai come in questo periodo di fake news è indispensabile un’informazione controllata e professionale, cioè il giornalismo. Ma come si fa a fare giornali se il costo della carta raddoppia?

E siccome non vorrei che pensaste che stiamo parlando per interessi nostri, passo comunque all’energia elettrica, intesa come forza motrice per la produzione industriale (di tutte le industrie, ovviamente, non solo quelle editoriali). Bene, il costo è aumentato del 50 per cento. Consoliamoci: il costo del gas è triplicato. Tri-pli-bca-to.

E la pasta? Aumentata del 38 per cento da settembre a gennaio: da 1,10 euro a 1,52 al chilo. E il metano per automobili? A inizio ottobre era mediamente un euro al chilo, ora supera i due euro al chilo. Più che rad-dop-pia-to.

Ma può un Paese affrontare una stangata del genere? E sapete che dopo la parziale ripresa di settembre ottobre e novembre gli alberghi sono tutti vuoti per il clima di terrore scatenato da un virus che ormai è come l’influenza? E che cosa ha fatto il governo per tutto questo? Agli alberghi ha concesso un credito d’imposta sugli affitti. Ma chi li paga gli affitti se gli alberghi sono vuoti?

Ora, ci si chiederà il perché, di questi aumenti senza precedenti. Dicono: difficoltà di approvvigionamento e crescita esponenziale dei costi di trasporto. Detestiamo i complottisti, e quindi non vogliamo pensare che ci sia, “dietro”, qualcuno che ha architettato il tutto per specularci. Ma sicuramente “davanti” c’è un governo che dovrebbe smetterla di prolungare un lockdown di fatto e intervenire su questi costi ormai insostenibili.