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1 mag 2022
Editoriale

Ma i nazisti li avevamo chiamati noi?

michele brambilla
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Michele Brambilla

La Germania ha citato l’Italia alla Corte internazionale di giustizia dell’Onu, che sta all’Aia, dicendo che si rifiuta di accogliere nuove richieste di risarcimento danni da parte degli italiani vittime dei crimini di guerra nazisti. È una questione più legale che di sostanza, è fondata su precedenti sentenze e non entriamo nel merito. Quel che è curioso – anche solo come coincidenza temporale – è che questo succede mentre in Italia sta crescendo un revisionismo che non ci saremmo mai aspettati. Una sorta di rivalutazione, o almeno di riconsiderazione, dell’occupazione nazista in Italia.

Occupazione che, secondo qualcuno, non ci fu: o che comunque non andrebbe chiamata occupazione, e nemmeno invasione. Ad esempio.

Massimo Fini, che è un grande giornalista (forse il più bravo fra i viventi, almeno in Italia) e che è una persona colta, ha scritto sul Fatto quotidiano: "Gli occupanti in Italia non erano i tedeschi, ma gli Alleati. E l’esercito tedesco, a parte alcune azioni efferate, veri crimini di guerra ad opera dei reparti speciali, le SS (Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema in testa), in Italia si comportò con correttezza. Non c’è stato un solo caso di stupro addebitabile ai soldati tedeschi, mentre innumerevoli sono stati gli stupri perpetrati dai soldati americani che oggi noi, per pudicizia, chiamiamo “marocchinate”. Nel bene e nel male i tedeschi rimangono tedeschi".

Ho visto su Twitter commenti di questo tipo: "Non so chi sia Massimo Fini. Vedo tutti incazzati, ma tecnicamente ha scritto la verità: i tedeschi li avevamo chiamati noi perché stavamo per essere invasi da inglesi e americani. Gli americani hanno bombardato i civili. I partigiani hanno solo peggiorato la situazione".

Non sono voci isolate. Del resto il professor Orsini, ex Carneade miracolato dalla legge secondo la quale in tv chi le spara più grosse fa più ascolti, è un po’ che va dicendo che sotto le dittature si può essere felici.

Chiarisco: Massimo Fini non è nazista, e non è neppure di destra; così come di destra non è certamente neanche il Fatto quotidiano.

Ma qui non si tratta di destra o di sinistra. Si tratta di aver perso il senso della storia. Si tratta di ricordare che di Marzabotto ce ne furono tante, in Italia. E soprattutto si tratta di capire che a chi dice "i tedeschi li avevamo chiamati noi", bisogna rispondere: ma noi chi?

 

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