Perché la destra italiana è così scettica (quando non apertamente contraria) su vaccini e Green pass? Giorgia Meloni fa la sua battaglia dall’opposizione; la Lega addirittura dall’interno della maggioranza e dai banchi del governo: l’altro ieri in commissione alla Camera ha votato contro, appunto, al Green pass. Perché? La risposta più immediata (e malevola) sarebbe: fa così per intercettare il malumore di tanti italiani, e quindi per crescere nei sondaggi e, in prospettiva, per guadagnare consensi elettorali. È una destra che non ha mai fatto mistero di voler parlare alla pancia del Paese; di essere popolare (o, secondo i suoi critici, populista).

Ma, se questo è il motivo, siamo sicuri che abbia fatto bene i suoi calcoli? Siamo sicuri che "il popolo" sia sintonizzato sulla stessa frequenza? I dati sulle vaccinazioni dicono il contrario. Fino ad oggi, in Italia sono state somministrate 78 milioni di dosi; è vaccinato il 70 per cento della popolazione, e a fine settembre lo sarà l’80 per cento. Il ministro Gelmini (centrodestra, non destra) ieri ha confidato di arrivare presto all’85 per cento. Anche fra il personale scolastico i dati sono evidenti: il 91,5 per cento degli insegnanti ha già ricevuto almeno una dose. Ai vaccinati non è chiesta l’intenzione di voto, ma visti i numeri è ragionevole supporre che la maggioranza degli elettori di centrodestra (ma anche di sola destra) si siano fatti immunizzare e utilizzino ora - con un senso di liberazione - il Green pass.

È dunque difficilmente comprensibile l’atteggiamento della destra: i suoi dubbi, i suoi distinguo, talvolta le sue ambiguità. Ma se Giorgia Meloni, contestando le scelte del governo, fa in fondo il suo mestiere, che è quello dell’opposizione, il comportamento della Lega è quasi indecifrabile. Si dirà che il voto contrario dell’altro giorno alla Camera è in realtà una schermaglia tattica per ottenere altro: ma l’immagine che ne è uscita è quella di una spaccatura all’interno del governo; e poi il "sì" a vaccinazione e certificazione verde è sempre stato pronunciato a denti stretti. Vedremo ora come - e se - la Lega seguirà Draghi sull’obbligo vaccinale annunciato ieri.

Entrando in questo governo, e avvicinandosi a Forza Italia in un’idea di federazione, la Lega si era smarcata dall’immagine movimentista e di piazza. Era diventata per così dire istituzionale; si era avvicinata all’Europa, si era distinta da Fratelli d’Italia scegliendo il campo moderato. Forse i sondaggi, che premiano chi sta all’opposizione, hanno spaventato Salvini. Ma non è facendo i no Green pass che si recuperano voti. E poi con il movimentismo al massimo si vincono le elezioni, ma non si governa mai.