"Nessuno può nascondersi dietro la presunzione di innocenza di fronte all’ipotesi di un reato di corruzione": così ha scritto ieri sul suo blog il M5S, lo stesso partito che poche settimane fa ha negato l’autorizzazione a procedere contro Salvini indagato per sequesto di persona. La corruzione è un reato più grave del sequestro di persona? Basterebbe questa battuta (anzi, questa osservazione) per cogliere una contraddizione.

Ma non si tratta di una contraddizione, bensì di una bestemmia in qualunque stato di diritto: la presunzione di innocenza vale per tutti fino a prova contraria, e cioè fino a una condanna definitiva. Ora, può darsi benissimo che Armando Siri, il sottosegretario leghista indagato appunto per corruzione, sia colpevole: ma negargli la possibilità dell’innocenza "di fronte all’ipotesi" (testuale: ipotesi, non colpevolezza evidente), è cosa, è linguaggio, è spirito dei Cinque Stelle ante-marcia, cioè dei grillini della prima ora, quelli che non avevano ancora avuto sindaci indagati, quelli che non avevano ancora fatto un’alleanza con la Lega, quelli che non avevano ancora negato un’autorizzazione a procedere. Il M5S è tornato al più spinto giacobinismo, così, all’improvviso. E perché?

Il perché sembra evidente: cercare uno scontro con la Lega per trovare – o meglio ritrovare – un’altra cosa, e cioè il consenso elettorale che un anno di governo con Salvini gli ha fatto quasi dimezzare. Le Europee si avvicinano, il sorpasso della Lega è dato per certo, il cappotto forse anche, e il M5S cerca di smarcarsi e di riconquistare i voti ‘di sinistra’. E così, oltre all’offensiva sul caso Siri, Di Maio attacca Salvini sul 25 aprile («Chi lo nega era a Verona con gli antiabortisti») e ieri è arrivato tardi in consiglio dei ministri per registrare un talk show. Ormai la guerra è dichiarata, e vedremo se dopo le Europee si tornerà ai tarallucci e al vino. Per il momento, permettete a noi giornalisti di toglierci un sassolino dalla scarpa: ricordate quando dicevano che le divisioni nel governo gialloverde erano un’invenzione dei ‘giornaloni’?