Nel migliore dei mondi possibili, il fattaccio di nera dell’altro giorno – un ladro ucciso dal custode di una villa a Bazzano, nel Bolognese – non dovrebbe diventare oggetto di campagna elettorale. Ma visto che siamo in Italia, e visto il momento che stiamo vivendo, è inevitabile che lo divenga. Perché in Italia, quando si avvicina il voto, tutto fa brodo, dalla cronaca nera e giudiziaria allo sport. E perché il momento che stiamo vivendo è un momento in cui la gente – o almeno molta gente – ha paura. A torto o a ragione, ma ha paura. Basta guardare quante grate ci sono alle finestre, per rendersene conto.

E non è neanche la paura di venire derubati: è quella, piuttosto, di trovarsi davanti i ladri dentro casa di notte, mentre si dorme. E magari in casa ci sono bambini. Di fronte a questo tema, negli ultimi anni abbiamo visto sempre più spesso due modi differenti di approcciarsi – diciamo uno di destra e uno di sinistra – a nostro parere entrambi sbagliati. La destra chiede di fatto licenza di sparare ai ladri, e per carità la legittima difesa è sacrosanta, ma la soluzione non può certo essere quella di trasformarci tutti in un popolo di pistoleros, con rischi facilmente immaginabili. La destra chiede poi più forze dell’ordine a presidiare il territorio, e anche questo è sacrosanto: ma è pensabile una macchina della polizia o dei carabinieri o dell’esercito in ogni via? E davanti ad ogni villa isolata? Ovvio che no, non è pensabile. Ma se la destra da anni propone soluzioni illusorie, la sinistra da parte sua ha commesso un errore forse ancor più grave: ha negato l’esistenza del problema. Magari sbandierando statistiche (sul calo dei reati) che non hanno alcun valore, perché ormai sono sempre di più le vittime di furti che rinunciano a fare denuncia, vista l’inutilità. Fingendo di non vedere che cosa succede, la sinistra in questi anni ha già perso molti consensi: come per esempio nel Parmense, dove alle politiche del 2018 la Lega – che da quelle parti non aveva mai toccato palla – ha preso cinque parlamentari su cinque.

C’è da augurarsi dunque che, sul tema della sicurezza, finalmente si parta da cose concrete. Una può essere il riappropriarsi di tanti spazi di vita e di città che, se abbandonati, diventano praterie a disposizione per i delinquenti. Un’altra cosa concreta sarebbe la certezza della pena: purtroppo chi viene pescato a rubare, oggi, al massimo sta ventiquattr’ore in camera di sicurezza. E c’è da augurarsi, infine, che di tutto questo si parli con serenità, senza esagerazioni e senza negazionismi.