CARI LETTORI, da oggi la nostra testata nazionale Quotidiano Nazionale ha un nuovo direttore: Michele Brambilla. Prende il posto di Paolo Giacomin, che continuerà a dirigere la testata il Resto del Carlino, e a cui va un ringraziamento particolare per l’impegno dimostrato in questo anno, in un momento delicato per il mondo dell’editoria e dei quotidiani. Al nuovo direttore Brambilla, che assume l’incarico del QN forte di una pluriennale esperienza di vertice in importanti testate, nelle quali ha dimostrato grande impegno e capacità professionali e di leadership, vanno i migliori auguri per questa nuova avventura.
L’Editore
Andrea Riffeser Monti

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QUANDO, bambino, mi innamorai di questo mestiere perché "contagiato" da un grande inviato del Resto del Carlino, Luca Goldoni, fare il giornalista era forse al primo posto fra i sogni di tutti noi che pensavamo a cosa avremmo fatto da grandi. I giornalisti erano già un po’ circondati dalla fama dei contafrottole, ma anche e soprattutto dal fascino di una vita un po’ zingara, a volte avventurosa, mai banale. 

Da qualche tempo non è più così. Il giornalismo è stato relegato fra le anticaglie inutili, nella convinzione che la tecnologia possa rendere irrilevante la presenza dell’uomo, cioè la presenza di qualcuno che va a vedere che cosa è successo e lo racconta poi a chi non c’era. L’abc del giornalismo: il consumare la suola delle scarpe, come dicevano i vecchi capicronisti. Tutto inutile, hanno pensato in molti, tutto vecchio, superato. Il ‘nuovo’ della politica si è incaricato di profetizzare la morte imminente dei giornali, i quali saranno spazzati via dalla libertà dei social. Il destino dei giornali sembrava segnato.

Eppure, qualche segnale ci dice che il vento sta cambiando: e se è vero che l’editoria attraversa tuttora un momento difficile, è anche vero che si comincia a capire che non è ragionevole immaginare un futuro in cui il mondo intero possa essere informato senza la mediazione di professionisti che hanno accesso alle fonti, che hanno una preparazione specifica, e che siano responsabili – civilmente e penalmente – quando sbagliano. Internet e i social sono una meravigliosa conquista di libertà: ma il mondo di oggi, arrabbiato e sfiduciato anche (non solo: ma anche) per tanta disinformazione che circola impunita e impunibile, comincia a (ri)sentire il bisogno di strumenti per informarsi senza gridare e insultare, per ragionare, per approfondire.

Assumo quindi la direzione del Quotidiano Nazionale in un momento non semplice, ma con la convinzione che il mestiere di cui mi innamorai da bambino non morirà mai: e che i giornali, con tutti i loro difetti, conservano una forza di cui nessuna democrazia può fare a meno. Questo giornale – con il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Il Telegrafo – è da anni un modello di integrazione fra informazione nazionale e radicamento sul territorio. È un grande giornale, per storia e per diffusione: dirigerlo sarà un motivo di orgoglio e un richiamo alla responsabilità. Ringrazio il dottor Andrea Riffeser Monti per la fiducia, che farò di tutto per meritarmi.