La vera pandemia non è il Covid ma il virus - molto più contagioso, diffuso e letale - che sta facendo impazzire milioni di persone in tutto il mondo. Persone istruite, e fino a poco tempo fa assennate, credono ormai a qualsiasi panzana. L’ultima è la seguente: hanno cominciato a costruire in Italia, appena al di fuori delle grandi città, numerosi campi con le sbarre. "A che cosa serviranno?", si chiedono, aggiungendo: d’altra parte si sa (esattamente così: "si sa") che negli Usa questi campi con le sbarre esistono da tempo. I giornali però non ne parlano, "perché sono ricattati".

E quando chiedi: ma chi la dice, questa storia dei campi con le sbarre?, ti rispondono: "Scienziati". Nomi, però, non se ne fanno. E dove si trova questa notizia, che immagino preluda a una carcerazione di massa? "Su una chat. Ci sono anche dei video".

Della stessa “famiglia” sono coloro i quali sostengono che i vaccini fanno parte di un progetto per spopolare il pianeta: dobbiamo scendere da sette miliardi a mezzo miliardo di umani. Tempo un anno massimo due, chi si è fatto l’iniezione tira le cuoia. Curiosamente, chi denuncia questo progetto è sovente lo stesso che, quando gli dici che ti sei vaccinato e stai benone, ti risponde: "Ti dicono che ti hanno vaccinato. In realtà è una finta, non iniettano nulla". E chi te l’ha detto? "Scienziati". C’è poi la leggenda dei medici che hanno trovato la cura risolutiva e te la portano a casa, ma vengono osteggiati per vendere i vaccini. Ora, è un anno e mezzo che il 95 per cento dei contagiati viene curato a casa da medici che cercano i farmaci giusti per i loro pazienti: ma lasciamo perdere.

Una trentina di anni fa a Bologna, al bar Masi, all’angolo con via Mezzofanti, c’era un tale che sosteneva di andare ogni anno in America, e raccontava che là ci sono strade talmente lunghe che seguono la curvatura terrestre, che all’aeroporto di New York ci sono dei raggi laser che tengono su gli aerei per non farli atterrare, e che ci sono supermercati talmente grandi che l’entrata è in una città e l’uscita in un’altra. Veniva liquidato con un "Mo va là va là va là". Umberto Eco diceva che sulla Rete l’opinione del ballista da bar vale quanto quella di un premio Nobel. Purtroppo oggi le cose sono cambiate: ai premi Nobel non crede più nessuno. Meglio credere all’Anonima Scienziati. (Ps: questo articolo è stato scritto sotto ricatto).