Martedì 23 Luglio 2024
MAURIZIO SACCONI
Editoriale e Commento

Il bipolarismo ridisegna le strategie

Il post voto visto da Roma

IL G7 AVVERTE CINA E RUSSIA, AUMENTEREMO ARMI PER DIFESA KIEV

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Il voto europeo sembra delineare il ritorno al bipolarismo, ovvero alla capacità anche a sinistra di realizzare una coalizione potenzialmente maggioritaria. Dai liberal al radicalismo ideologico con il baricentro nel Partito Democratico. In conseguenza, finisce per la coalizione di centrodestra la illusione di una rendita connessa alle divisioni insanabili nel campo avverso.

Il differenziale di preferenze indica che a sinistra sono molti coloro che attraverso l’esperienza amministrativa o la visibilità mediatica raccolgono consensi personali. E ciò rappresenta un valore, non il contrario. Il centrodestra dispone invece dell’unico capo di governo, tra i Paesi fondatori, che è risultato vincente nell’urna europea. Non è poca cosa. Le due coalizioni dovranno tendenzialmente convergere verso un adeguato mix di leadership carismatica e di classi dirigenti. Conteranno anche i princìpi, le identità di valori e programmi ma, con tutto il rispetto per questi profili utili talora a demonizzare l’avversario, saranno più probabilmente i fatti a mobilitare gli elettori e far decidere gli incerti. Soprattutto al sud. Viviamo un’epoca densa di insicurezze e di vincoli che non fanno certo invidiare il compito dei decisori. Dai conflitti geopolitici al ritorno del controllo della spesa pubblica, alla domanda di qualità dei servizi primari. Il centrodestra è condannato al buongoverno. Il centrosinistra può invece, più semplicemente, scommettere sul suo fallimento. Per questo Giorgia Meloni, abile nei rapporti sovranazionali, dovrà tuttavia aggiustare progressivamente le attività interne affinché risultino sempre efficaci. La crescita, premessa per la giustizia distributiva, sarà una sfida continua, affidata non solo alle politiche pubbliche ma anche al clima di fiducia quale risultato di segnali chiari all’Italia che produce e che lavora.