I dati non sono ancora definitivi mentre scriviamo, ma nessuno scostamento eventuale pare poter cambiare uno scenario senza precedenti. E cioè il clamoroso ribaltamento fra le due forze che, alleate da solo un anno, governano l’Italia. Dico senza precedenti perché davvero non s’è mai visto, in Italia ma direi in tutto il mondo, che in così poco tempo il primo partito di governo perda una dozzina di punti (e diventi addirittura il terzo partito nel Paese) e il secondo ne guadagni altrettanti.
Salvini e Di Maio hanno detto sempre che il loro governo durerà cinque anni: ma da oggi ripeterlo sarà più difficile. È evidente che i Cinque Stelle si troveranno, da oggi, a fare i conti con la crisi più grave dalla nascita del Movimento. Di Maio e i suoi dovranno cercare di capire le ragioni non di una sconfitta, ma di un tracollo. E queste ragioni saranno senz’altro diverse, ma due paiono fin d’ora evidenti. La prima: ll M5S ha perso molti voti di quegli elettori «di sinistra» che non hanno gradito (eufemismo) l’alleanza con la Lega. La seconda: come dimostra l’alta astensione al Sud, le disinvolte promesse della campagna elettorale dell’anno scorso (reddito di cittadinanza in testa) avevano creato aspettative che sono andate deluse. E i delusi hanno abbandonato.
Ha invece premiato (e probabilmente sottratto voti allo stesso M5S) la politica di Salvini su immigrazione e sicurezza. Anche il successo della Lega è un fatto clamoroso e quasi incredibile. Perché anche qui non s’era mai visto che un parito quasi raddoppiasse dopo aver quadruplicato i voti solo un anno prima. Era un partito territoriale, e quindi condannato all’essere minoranza: ora è il primo partito d’Italia.
Vediamo che cosa succederà da domani. Difficile che sia la Lega a rompere, almeno alla luce del sole. Salvini sa che con il centrodestra vincerebbe a mani basse (ieri, alleandosi con Forza Italia, s’è preso pure il Piemonte), ma non ha nessuna voglia di tornare a trattare con Berlusconi. Più facile che sia il M5S, visto il disastroso risultato dell’alleanza con la Lega, a cercare ora di smarcarsi. Di sicuro, qualcuno nel Movimento aprirà un processo a Di Maio.
Mi rendo conto che abbiamo parlato solo dell’Italia, mentre si tratta di elezioni Europee. E allora vanno pur dette alcune altre cose. Che nonostante tutto quello che si è detto sulla ’distanza’ fra la Ue e la gente, abbiamo avuto un’altissima affluenza alle urne, la più alta degli anni ultimi vent’anni; che l’ondata sovranista non c’è stata, perché solo in Italia e in Francia hanno vinto i partiti anti-Ue; che in molti Paesi crescono i Verdi; che, in definitiva, Bruxelles avrà ancora in mano il pallino. Ed è un bene, per certi versi, o meglio lo sarà se non si ripeteranno gli errori del passato.