Primi tre titoli di un importante tg delle 19: «Nervi tesi» (nella maggioranza, ça va sans dire), «Opposizione all’attacco», «Effetto spread». Segue l’immancabile inchiesta su un politico per presunta tangente. Debbo precisare che stiamo parlando dell’edizione di ieri: perché potrebbero essere anche i titoli dell’altro ieri, di una settimana fa, di un mese fa, di qualche anno fa, temo anche di domani e di dopodomani.

Non è colpa di quel tg (fatto benissimo, uno dei migliori): è che la politica ormai è questa, e da un pezzo. Poi ci si sorprende se la gente è stufa, se si disamora, se diserta le urne eccetera. Tuttavia, è compito di noi giornalisti raccontarla, questa politica: tanto più ora che si avvicinano elezioni molto importanti sia per l’Europa, sia per possibili cambiamenti di governo in Italia. Tutto sta a vedere 'come' raccontarla. Per parte nostra, abbiamo deciso di star fuori dal clima di rissa che avvelena il dibattito: diamo conto delle risse che ci sono, se ci sono (e abbiamo appena visto che ci sono); ma ce ne guardiamo bene dall’alimentarle.

Questo giornale ha l’incalcolabile fortuna di essere di proprietà di un editore puro, cioè di un editore che non ha altri interessi se non quello di vendere i giornali. Ci possiamo quindi permettere di non prendere le parti di alcun partito, né di lobby d’interesse. E ci possiamo permettere anche di applicare quella legge sulla par condicio prevista per le televisioni. Da oggi, come vedrete alle pagine 4 e 5, daremo a tutti i partiti in lista per le Europee - giorno dopo giorno - il medesimo spazio, fino alla chiusura della campagna elettorale. Questo non vuol dire che, se c’è una notizia politica di giornata, non se ne dia conto in altre pagine (ci mancherebbe); e non vuol dire neppure che non prenderemo posizione su singoli fatti, con editoriali e commenti. Vuol dire che per tutto ciò che riguarda la cronaca elettorale resteremo equidistanti (o equivicini, come diceva Andreotti) a tutti i partiti.
È una promessa di imparzialità che facciamo soprattutto ai lettori: gli unici, costoro, cui siamo tenuti a rispondere di ciò che pubblichiamo.