Piaccia o no, il mondo va avanti anche senza di noi. Il 26 agosto è l’ultimo giorno per la presentazione dei candidati alla commissione europea. L’Italia ha chiesto per sé un commissario economico di peso. Chi lo proporrà e avrà la forza per sostenerlo? Un mese dopo, il 27 settembre, è l’ultimo giorno per presentare alle Camere la nota di aggiornamento al Def rispetto alle previsioni di aprile. Quello che ci sarà scritto avrà un peso sulle valutazioni di Bruxelles. Il 15 ottobre va presentata la manovra di bilancio alla Commissione Ue. Fermiamoci qui, c’è n’è a sufficienza per comprendere come ciascuna voce si farà sentire nelle trattative tra le forze politiche e scandisce tempi e agende ben presenti al Capo dello Stato.

Da Bruxelles a Roma i contenuti della legge di bilancio diventano i cardini dello scenario politico, si vada al voto o no. Politica fiscale, rispetto dei patti europei, misure di sostegno alla crescita, controllo del debito pubblico sono i capitoli da scrivere e determineranno i rapporti tra potenziali alleati sia che si vada alla campagna elettorale sia che nasca un nuovo esecutivo. Anche su questo si è lacerato il governo giallo verde, la lezione vale per tutti. Temi collaterali: sicurezza, migranti, autonomie, grandi opere.

Da Roma a Bologna, dalla Capitale all’Emilia Romagna vicina alle elezioni regionali: anche in questo caso è facile comprendere come ogni nuovo equilibrio possa cambiare il quadro politico delle alleanze sul territorio. Se ne parla anche ai tavoli romani che contano. La Regione è contendibile. La Lega, dopo la presa di Ferrara e Forlì, conta di poter puntare alla Regione, il centrodestra qui sembra unito. Il Pd e Stefano Bonaccini contano di poter vincere ancora. Un nuovo rapporto con i grillini a livello nazionale potrebbe far loro gioco anche in Emilia. La certezza è che la crisi innescata da Salvini sta facendo chiarezza negli schieramenti politici. Salvo sorprese ormai all’ordine del giorno. Con un occhio ai numeri e ai mercati ai quali dobbiamo piazzare un debito pubblico che ha battuto un nuovo record a 2.386,2 miliardi. Con l’altro occhio alle agende, anche a quella di Francoforte. A proposito, il 1° novembre si libera Mario Draghi.