Ieri molti giornali – fra i quali questo – hanno riconosciuto a Conte di aver pronunciato un discorso di grande livello, e di aver dato una lezione a Salvini. "Pareva un De Gasperi", ci siamo spinti a dire. A 24 ore di distanza, vorremmo però che si riflettesse su un aspetto ieri trascurato: e cioè che la lezione di Conte era rivolta anche a chi lo ha insediato a Palazzo Chigi, cioè al M5S. È stato abbastanza surreale, infatti, ascoltare da parte dei parlamentari grillini (e leggere sui giornali loro allineati) parole di beatificazione nei confronti di un premier che richiamava al rispetto del Parlamento, che invitava ad abbassare i toni, che metteva in guardia dall’uso delle piazze, che esortava a rispettare chi la pensa diversamente, che ricordava il dovere di cercare "una negoziazione con l’Europa", che ammoniva a non fare politica sui social ma nelle sedi previste dalla Costituzione, che rimetteva al centro l’elementare ma essenziale principio della "leale collaborazione" fra forze politiche diverse, perché la politica è fatta appunto di mediazioni e perfino di compromessi (sì, di compromessi) e non c’è nulla di più pericoloso dei pieni poteri a un uomo solo al comando.

È stato surreale ascoltare gli applausi a queste parole da parte di tanti politici e giornalisti che hanno predicato per anni l’esatto contrario: il disprezzo del Parlamento, l’uso sistematico dell’insulto, l’utilizzo delle piazze e magari pure delle forche, il disprezzo di chiunque la pensasse diversamente (marchiato come pennivendolo al soldo dei poteri marci), lo scontro con l’Europa, la "democrazia diretta dei social dove uno vale uno", la non collaborazione con chicchessia perché tutti sono corrotti (ricordate la diretta streaming con Bersani?), il rifiuto di ogni possibile alleanza, i pieni poteri a una sola forza ‘rivoluzionaria’, naturalmente diretta dalla mitica Rete. Il Conte di martedì ha preso a sberle Salvini ma anche la storia – anzi la stessa natura originaria, la stessa ragione sociale – del movimento di Grillo e Casaleggio. Il M5S l’ha applaudito. Noi vogliamo credere, e sperare, che lo abbia fatto con sincerità. E cioè che stia davvero cambiando pelle.