In questi giorni in cui trattiamo il tema delle libertà individuali sollevato dai no vax e dai no green pass, ci stiamo colpevolmente dimenticando di un’altra categoria di cittadini: i no sem. Sono coloro che eccepiscono sull’obbligatorietà di rispettare le segnalazioni dei semafori. La loro argomentazione è semplice e chiara: "Se tu vuoi fermarti ai semafori, liberissimo, mica te lo proibisco. Ma io no". Il manifesto dei no sem sta circolando sul web: "Il semaforo limita la mia libertà di movimento, la mia libertà di scelta individuale. Cose previste dalla Costituzione e dal trattato di Schengen: libertà di circolazione, avete presente?"

Secondo i no sem c’è un imbroglio alla base di tutto: "Io ammiro chi crede davvero che i semafori siano stati concepiti per la nostra sicurezza. Sul serio, senza ironia, capisco chi pensa che la vecchietta che attraversa la strada e non finisce sotto la mia macchina, poi per questo motivo campi altri cent’anni. È una cosa che ci hanno indotto a credere da sempre, indottrinandoci per bene". Chi siano queste persone che "ci hanno indotto", non è specificato, ma è chiaro: sono “loro“.

"Che poi - si legge nel manifesto dei no sem - quelli investiti sulle strisce, siamo sicuri che non avessero altre patologie? Sono morti “per“ schiacciamento da auto o “con“ schiacciamento da auto?". D’altra parte è il solito mainstream che ci nasconde la verità: "Non vi verranno mai a dire che ci sono fior di studi scientifici che dimostrano al cento per cento che se se un’automobile o un motorino va a forte velocità contro il palo di un semaforo si schianta con il rischio anche di morte. C’è tutta una letteratura al riguardo per cui i morti contro i pali dei semafori sono milioni". Ma i giornali e le tv se ne guardano bene dal dirlo.

Il comico Roberto Lipari è l’autore di questa geniale parodia, che speriamo non offenda nessuno. La satira spesso serve a far riflettere: anche - speriamo - chi si ostina a credere che ci sia sempre un complotto dietro a tutto.

Il disorientamento di molti sull’origine della pandemia e sulla sua gestione è comprensibile: sono state date molte informazioni contraddittorie, le cure variano ancora da medico a medico, i vaccini sono stati messi a punto in pochi mesi. Ma tutto questo - magari... - è successo perché in effetti ci siamo trovati in un bel casino, e nessuno poteva sapere come uscirne.

Sappiamo però, intanto, che in Italia la doppia vaccinazione ha finora coperto nell’88 per cento dei casi dall’infezione, nel 94,6 dal ricovero e nel 95,8 dalla morte. E sappiamo che ieri siamo arrivati a 4.259 contagiati e 21 morti al giorno.