Una manifestazione dei lavoratori della Whirlpool di Napoli
Una manifestazione dei lavoratori della Whirlpool di Napoli
Rischiano di essere le "prime vittime" della fine, prevista il 30 giugno, del blocco dei licenziamenti. Ieri, infatti, la multinazionale Whirlpool, durante il tavolo (in videoconferenza) al Mise con la viceministra dello Sviluppo economico Alessandra Todde, i sindacati, Regione Campania, Comune di Napoli, Invitalia e ministero del Lavoro, ha confermato che avvierà dal 1° luglio la procedura di licenziamento collettivo per i 350 lavoratori dello stabilimento di Napoli dove, da ottobre, è stata sospesa la produzione di...

Rischiano di essere le "prime vittime" della fine, prevista il 30 giugno, del blocco dei licenziamenti. Ieri, infatti, la multinazionale Whirlpool, durante il tavolo (in videoconferenza) al Mise con la viceministra dello Sviluppo economico Alessandra Todde, i sindacati, Regione Campania, Comune di Napoli, Invitalia e ministero del Lavoro, ha confermato che avvierà dal 1° luglio la procedura di licenziamento collettivo per i 350 lavoratori dello stabilimento di Napoli dove, da ottobre, è stata sospesa la produzione di lavatrici. Whirpool, rappresentata da Carmine Trerotola, ha ribadito la strategicità dell’Italia con circa 5mila dipendenti, ma non quella dello stabilimento campano perché "a oggi non ci sarebbe un eccesso di domanda che può essere spostata da altri Paesi e stabilimenti su quello di Napoli".

La posizione dell’azienda è stata una doccia fredda arrivata nel giorno in cui da Varese a Fabriano e Comunanza (Ascoli Piceno) i lavoratori del gruppo hanno incrociato per alcune ore le braccia e a Napoli si è svolta una manifestazione di protesta con cortei dai cancelli dello stabilimento di via Argine allo svincolo autostradale della A3.

L’apertura della procedura di licenziamento collettivo prevede 75 giorni per trovare un’intesa con i sindacati, al termine dei quali, senza accordo, a metà settembre partiranno le lettere di licenziamento. Nel frattempo l’azienda garantirà il pagamento degli stipendi senza accedere ad ammortizzatori sociali.

Whirlpool si è detta pronta a sostenere i piani di reindustrializzazione e i progetti dell’eventuale acquirente. Il problema però, è che finora, proposte concrete non sarebbero arrivate. Lo ha confermato la viceministra Todde che, oltre a preannunciare ("abbiamo un dovere morale con i lavoratori") la riconvocazione del tavolo, ha sottolineato l’impegno del governo. Che "ha mostrato serietà" ma "quando si portano soluzioni al tavolo queste devono essere solide, credibili e condivise". E finora quelle arrivate non sarebbero tali.

L’annuncio dell’azienda ha scatenato la reazione dei sindacati che, sebbene secondo Todde sarebbero aperti al confronto, non accettano di trattare con "la pistola puntata alla tempia", minacciano la mobilitazione in tutto il gruppo e chiedono l’intervento del governo contro "la grave ingiustizia" di un’azienda che non rispetterebbe gli impegni assunti, facendo riferimento agli accordi del 2018. Whirlpool, attacca il leader Cgil Maurizio Landini "ha l’obiettivo di disfarsi delle attività a Napoli" sebbene in questa fase abbia "aumentato le vendite: è una logica inaccettabile da una multinazionale che ha ricevuto finanziamenti".